Fondazione Arena, Salemi: "Salva grazie al PD, nessuno lo metta in dubbio"

La candidata sindaco non parla di privatizzazione, ma non vuole neanche chiudere all'aiuto proveniente da soggetti privati. E per il nuovo sovrintendente pensa ad un bando internazionale

(foto Ennevi)

Commissariamento a parte, il sindaco di Verona è al tempo stesso anche il presidente di Fondazione Arena ed è indubbio che un'idea sul futuro sull'ente lirico cittadino un candidato sindaco ce lo deve avere. A maggior ragione in un momento come questo, in cui Fondazione Arena è in crisi a causa dell'indebitamento eccessivo. Crisi da cui si spera di cominciare ad uscire grazie ai sacrifici imposti dal piano di risanamento del commissario Carlo Fuortes e dai benefici (ancora non concessi) della legge Bray.

Sono due le parole che in questo momento incutono più timori ai lavoratori di Fondazione Arena: privatizzazione ed esternalizzazione. Ed è chiara la posizione di alcuni candidati che ribadiscono la ferma intenzione di voler mantenere pubblico l'ente scaligero, rilanciandolo a partire dalle professionalità al suo interno.

Questo però non deve significare una chiusura netta agli aiuti privati. Ne è convinta la candidata sindaco PD Orietta Salemi che chiede di "non esclude a priori la possibilità di coinvolgere soggetti privati nelle forme e con i limiti previsti dalla normativa". Salemi ha difeso anche il suo partito dall'attacco di un altro candidato sindaco, Alessandro Gennari del M5S. Per Gennari, Fondazione Arena si trova in questa brutta situazione a causa di una malagestione tosiana e dello scarso contributo arrivato dal governo centrale e quindi dal Partito Democratico. "Nessuno può mettere in dubbio l'impegno del PD - ha replicato Salemi - Fondazione Arena è stata sostenuta con la legge Bray e il rifinanziamento da parte del Fus, che le consentono di affrontare il ripiano di un debito frutto di una gestione dissennata. Il PD ha salvato la fondazione e ora c’è anche una strada normativa su cui il governo sta cercando soluzioni sostenibili e indolori per la riduzione del debito delle fondazioni".

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Salemi e Gennari si trovano però d'accordo su un punto: il prossimo soprintendente dovrà essere scelto tramite un bando internazionale. "È fuor di dubbio che il futuro della Fondazione Arena e le possibilità del suo rilancio dipendono dal rinnovamento della governance e da scelte di discontinuità", ha conclusa la candidata democratica.

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