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Crisi della Lirica, Salemi e Albertini : “Tosi dà il via allo smantellamento di Fondazione"

Duro intervento del segretario cittadino del Pd Orietta Salemi e del segretario provinciale Alessio Albertini in merito alla vicenda fondazione Arena: "Lo smantellamento di Fondazione Arena da parte del sindaco, di fatto è la ratifica di un fallimento"

“Il piano Tosi? Il sindaco lo vende come scelta risolutiva e determinata, ma la realtà è che si tratta della ratifica di un fallimento”. Così il segretario cittadino del Pd Orietta Salemi e il segretario provinciale Pd Alessio Albertini intervengono sugli ultimi sviluppi della vicenda della Fondazione Arena. “L’unica strada che abbiamo davanti è quella di un commissario. Ogni altra ipotesi per noi al momento non è percorribile – spiegano Salemi e Albertini -. A Verona come a Roma, il Pd è al lavoro per fare in modo che si giunga a una soluzione in tempi rapidi e per questo l’interessamento responsabile e concreto da parte del Ministro è fondamentale. Rimaniamo invece sorpresi di fronte al coup de théâtre di Tosi davanti al Ministro, che prevede la soluzione di una Spa per la gestione estiva della lirica, ipotesi che ha il sapore di una bad company, in sostanza un " fondo Atlante" tutto veronese per la Fondazione. Certo è apprezzabile lo sforzo di chi in queste ore tenta le strade del mecenatismo a soccorso dell'ennesimo danno inflitto alla città, ma non possiamo negare di assistere, ancora una volta, a una gestione all'angolo, con il Sindaco arroccato e costretto a rinunciare all'ipotesi di una vera progettazione artistica capace di rivitalizzare il brand Arena nel mondo e ristabilire rapporti di equilibrio con e tra i dipendenti”. 

“Invece che per la copertura dell'Arena – aggiungono - il concorso di idee poteva essere lanciato per aggregare i migliori soggetti nel campo della musica e dello spettacolo, coinvolgendoli nel tentativo di un rinnovato progetto artistico, così come avrebbe dovuto essere per una Istituzione storica di eccellenza per la città. Molte le voci di artisti che si sono levate in questi mesi e che ancora, senza alcuni secondi fini, lanciano appelli in questi giorni drammatici. Di tutta risposta il sindaco vive e tratta la Fondazione come un teatro di provincia, destinato a un'apertura solo stagionale, invece che punto di riferimento culturale, di livello nazionale e internazionale”.

“Proprio in un momento in cui il Governo, con gli strumenti dell'Art Bonus e della legge Bray, ha offerto delle opportunità importanti per il mondo delle Fondazioni, la nostra sembra destinata a chiudere i battenti per responsabilità di chi, forse, alla lirica non ha mai creduto o non ha la consapevolezza di che cosa significhi l'opera nel resto del mondo: un bene culturale, un marchio identificativo del nostro Paese e di Verona in particolare. Insomma – concludono Salemi e Albertini - questa risoluzione non è una brillante trovata, ma il canto del cigno di una governance tutta ripiegata su se stessa che, con accanimento terapeutico, ha voluto soltanto perpetuarsi nei suoi fallimenti. Il cambio del management doveva essere tappa obbligata, imprescindibile, ma ormai siamo stanchi di affermarlo. Oggi, per uscire dalla storia e parlare di futuro, serve almeno l'onestà di riconoscere che bisogna ripartire dai propri errori, alzando lo sguardo dalla esclusiva logica dei conti e tornando a parlare di Arte, per il bene e benessere della città tutta.”

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