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Il segretario regionale della Lega Nord, Flavio Tosi, con quello federale, Roberto Maroni

Il segretario regionale della Lega Nord, Flavio Tosi, con quello federale, Roberto Maroni

Maroni contro Bossi: "Il capo in Lega sono io" con Tosi e Salvini al vertice

Anche il segretario federale lombardo chiude la porta in faccia al "Senatùr" dopo le polemiche con Flavio Tosi. Il sindaco di Verona intanto ipoteca la sua nomina al Congresso del Carroccio per la guida del partito

Prima Tosi e poi Maroni. "La Lega Nord non è più di Bossi". Non c'é più spazio per il "Senatùr" alla guida del Carroccio e non c'é spazio nemmeno per i nostalgici che possono "accomodarsi fuori" dal partito. Parola del segretario Roberto Maroni che per la prima volta ha risposto direttamente agli attacchi dei cosiddetti bossiani e all'intervista che lo stesso Bossi aveva concesso a fine maggio a Gad Lerner, annunciando di voler tornare segretario. Il movimento sembra quindi essere tutto nelle mani del triumvirato Maroni-Tosi-Salvini. E proprio tra gli ultimi due si annuncia un testa a testa per la guida del partito nazionale. La decisione uscirà dal Congresso annunciato da Maroni.

"Adesso il segretario delle Lega sono io, punto - ha detto il presidente della Lombardia a Maria Latella su Skytg24 -. Il prossimo congresso eleggerà il nuovo segretario, anticipatamente rispetto alla scadenza, e sarà un giovane". Insomma, certo non Bossi, piuttosto i nomi che fa Maroni sono quelli del segretario lombardo Salvini e del sindaco di Verona Tosi. Maroni ha ammesso che l'intervista rilasciata dal Senatùr lo ha "addolorato", ha ripetuto che cose simili danneggiano il partito. Ma non pensa che il Carroccio sia alla fine perché "finché c'é la questione settentrionale, c'é bisogno di un partito come la Lega". Per lui il "fermento" dentro il Carroccio è dovuto a "qualcuno nostalgico di una stagione che ho voluto chiudere", e chi ha nostalgia "si accomodi fuori, perché non c'é più spazio". L'osservazione ha scatenato l'ira dell'ex parlamentare veneta, Paola Goisis, bossiana di ferro espulsa dal Carroccio, che ha definito Maroni "nano politico". La stessa Goisis non era stata tenera nemmeno con Tosi ma le accuse di aver distrutto il partito e mandato alle ortiche un mare di consensi sono state rispedite al mittente.

"Gli ex elettori del Carroccio - ha tuonato - da quando non c'é più Bossi, se ne stanno a casa. Non è lui che ha chiuso una stagione della Lega: ha proprio chiuso il partito". Per ora il segretario sembra voler chiudere il rubinetto alle iniziative che non hanno a che fare direttamente con la politica. Maroni non ha detto se questo significa nessun sostegno alla scuola bosina ideata dalla moglie di Umberto Bossi, o "tagli" ai fondi per il Senatùr, ma ha assicurato di avere "le idee chiare".

ELEZIONI COMUNALI 2013 - La Lega Nord in Veneto sta esprimendo i propri candidati sindaco in città importanti come Bussolengo con Massimo Girelli sostenuto da Pdl, Lega e liste civiche e Sona, dove Gualtiero Mazzi tenta con la coalizione Lista Tosi e Carroccio. Anche nel Veneziano e nel Trevigiano le roccaforti "padane" potrebbero cadere: a San Donà di Piave è in vantaggio il candidato del Pd, Andrea Cereser sulla coalizione di centrodestra in cui rientra anche la lista del sindaco uscente (e presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto). A Treviso la lista dello "sceriffo" Giancarlo Gentilini non ce l'ha fatta a superare al primo turno l'avversario Giovanni Manildo che aveva un vantaggio di quasi 8 punti percentuali.

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