Filobus, ripresi i lavori. Bertucco denuncia : «Sarà un'opera usa e getta»

Sono ripartiti i primi cantieri, dopo la realizzazione del piano per il rispetto delle norme anti-contagio da coronavirus. Ma il consigliere comunale attacca: «Il Comune ha dimezzato la durata del piano economico e finanziario dell'opera»

(Fonte foto: Facebook - Opera Filovia Verona)

Lunedì, 20 aprile, è stato definito il piano per una ripresa dei lavori che rispetti le norme di sicurezza contro il contagio da coronavirus. E così ieri, 21 aprile, sono ripartiti i primi cantieri per la realizzazione del filobus a Verona ed è stato fatto il punto sull'avanzamento dell'opera.
I cantieri stradali in corso sono a San Michele, a Borgo Venezia, nel quartiere Stadio e a Borgo Roma. E a questi si aggiungono i cantieri per la realizzazione del nuovo deposito del trasporto pubblico in località Genovesa e per il collegamento dei sottopassi della circonvallazione esterna tra via Città di Nimes e viale Dal Cero.

Il cantiere più avanzato è quello di San Michele dove sono state realizzate tutte e quattro le banchine di fermata su via Dolomiti e via Marmolada, e dove sono stati ultimati i lavori di asfaltature. Per riaprire completamente le strade alla circolazione manca soltanto la segnaletica.
In via Caperle e via Fedeli sono state realizzate le quattro banchine di fermata, mentre sono in corso le opere di posa del cavidotto e di rifacimento del cassonetto stradale.

Anche nella tratta Stadio-Stazione i lavori sono a buon punto: sono state realizzate tutte le banchine di fermata previste in via Frà Giocondo e viale Palladio. In via Frà Giocondo inoltre è stata realizzata la nuova aiuola spartitraffico, dotata di impianto di irrigazione, e sono stati piantumati 16 alberi tra platani e aceri campestri.
Il tratto di viale Palladio compreso tra piazzale Olimpia e via Albere è praticamente ultimato. Rimane da completare la segnaletica stradale e poi si potrà riaprire alla circolazione.
Le altre opere che rimangono da ultimare sulla tratta sono il cavidotto sull’incrocio di via Albere e il risanamento del sovrappasso della tangenziale.

In via Guido d’Arezzo è stata realizzata la banchina di fermata, è stato completato il cassonetto stradale ed è stato posato il conglomerato bituminoso. Per la riapertura alla circolazione resta da ultimare l’asfaltatura e la segnaletica stradale.
In via Dalla Corte sono in corso le opere di posa del cavidotto e di rifacimento del cassonetto stradale e sono in fase di completamento le quattro banchine di fermata.

Sono state completate il sottofondo e le banchine di fermata in via Comacchio, mentre sono ancora in corso di realizzazione i nuovi pozzetti per le acque meteoriche.
In via Giuliari e via Tunisi sono in corso le opere di posa del cavidotto e di rifacimento del cassonetto stradale. Quasi completati i lavori per la banchine di fermata in via Scuderlando.

Per quanto riguarda i plinti di fondazione per la posa dei pali delle linee aeree elettrificate, le opere edili realizzate superano il 70%. E un'altra importante realizzazione connessa al filobus è il nuovo deposito del trasporto pubblico che è in corso di costruzione alla Genovesa. Qui è prevista la costruzione di palazzine per gli uffici, dell'officina per la manutenzione e del parcheggio per gli autobus che attualmente si trovano in via Torbido. Si sta realizzando il sottopasso di accesso all'area deposito e nel corso delle opere di sbancamento sono stati trovati dei rifiuti industriali: sono stati raccolti circa 26mila metri cubi di materiale ed è stata bonicata la zona.

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E come sempre quando si parla di filobus, lavori e polemiche procedono di pari passo. Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco parla di «disastrosa gestione del filobus» e attacca l'amministrazione comunale: «Ha tardato ad approvare la documentazione che renderebbe possibili i rimborsi ministeriali a fronte degli avanzamenti dei lavori e non paga nemmeno quanto pattuito in convenzione con Amt».
Inoltre, da Palazzo Barbieri sarebbe partito l'ordine di tagliare il piano economico e finanziario dell'opera di vent'anni «risolvendo così alla radice il problema della sostituzione delle carrozze che dovrebbe intervenire al 21esimo anno di esercizio - ha spiegato Bertucco - Il risultato è che l'opera, inizialmente pensata per durare almeno 40 anni, in realtà ne durerà soltanto 20, al termine dei quali, chi ci sarà dovrà decidere se spendere altrettanti soldi per rinnovare i mezzi oppure tirare giù fili e pali e ripartire con un mezzo di trasporto pubblico di massa migliore di questo. Dimezzare la durata del piano significa ridurre il filobus ad un’opera usa-e-getta, il che sarebbe inconcepibile visto i disagi che sta comportando in ogni parte della città».

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