Riordino accessi al cortile di Giulietta, spunta ipotesi di gestione pubblica

L'avanza la Lega, dopo che la soprintendenza ha respinto i progetti presentati dai privati. Ma Bertucco commenta: «Sono anni che la proponiamo e siamo stati inascoltati»

Statua di Giulietta (Foto di repertorio)

Da domani, 18 luglio, si amplia l'orario di visita della Casa di Giulietta, a Verona. Sarà infatti possibile accedervi dalle 9 alle 18 (con ultimo ingresso consentito alle 17.30). Invariate le giornate di apertura, che vanno dal martedì alla domenica, e il giorno di chiusura il lunedì.
Inoltre, nel rispetto delle procedure di distanziamento sociale per la prevenzione dal contagio di coronavirus, è stato allargato anche il percorso di visita che, sempre da domani, consentirà ai visitatori di recarsi fino al secondo piano e alla stanza in cui è esposto il letto creato per il film Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli.

Ma è su un cambiamento più grande e al momento ancora ipotetico che la politica locale veronese si sta confrontando, per non dire scontrando. L'obiettivo è quello di riorganizzare l'ingresso alla casa e al cortile di Giulietta, introducendo un biglietto anche per chi vuole visitare anche solo il cortile. Infatti, ora si paga un biglietto solo per visitare la casa, mentre per il cortile l'accesso è libero. Per raggiungere l'obiettivo, dei privati hanno presentato due progetti, che però sono stati rigettati dal nuovo soprintendente di Verona Vincenzo Tinè. L'idea di Tinè è quella di un regolare gli accessi con un ingresso unico in Via Cappello e di prevedere un unico biglietto per casa e cortile, a differenza di altre proposte che invece consentirebbero al visitatore di vedere solo il cortile oppure casa e cortile.
Al momento, dunque, è tutto ancora bloccato, ma l'emergenza coronavirus potrebbe essere sfruttata dall'attuale amministrazione per trovare una soluzione temporanea che regoli l'entrata al cortile di Giulietta con il pretesto di evitare assembramenti. Questa soluzione potrebbe essere il posizionamento di tornelli su Via Cappello ed il pagamento di un biglietto d'ingresso.

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E mentre la Lega si fa avanti con un'idea alternativa a quelle avanzate da privati, in modo da mantenere pubblica la gestione del cortile e della casa di Giulietta, una volta riorganizzati gli accessi, volano reciproche accuse di inconcludenza tra la vecchia e l'attuale amministrazione veronese, perché sono anni che si parla di questo progetto e nulla ancora è stato deciso.
«Assistere allo scambio reciproco di accuse tra Tosi e Sboarina sulla casa di Giulietta è a dir poco esilarante - ha commentato il consigliere comunale Michele Bertucco - E a far ancora più ridere ci si mette anche la Lega, sbandierando la soluzione della gestione pubblica della casa e del cortile di Giulietta. La stessa che noi proponiamo, inascoltati, da anni. La verità, sotto agli occhi di tutti, è che il centrodestra scaligero ha miseramente fallito su un problema che raggruppa insieme il tema della sicurezza (a causa delle calche periodiche su Via Cappello), della valorizzazione dei beni storici e della leva finanziaria dei fondi per la cultura. Perché se è vero che la casa di Giulietta è un falso, è un falso che ormai si è storicizzato acquisendo un valore intrinseco, e i rilievi di Tiné non sono solo legittimi ma anche ampiamente prevedibili. A distanza di quasi sette anni, l'ipotesi di gestione in project financing deve ripartire da zero. In più di 6 anni né Tosi né Sboarina hanno mai pensato di chiedere un parere preventivo alla soprintendenza. Questa sicumera è costata alla città altrettanti anni sprecati. Dilettanti allo sbaraglio, che ora tentano pure di far passare l'ipotesi della gestione in proprio da parte del Comune come una loro proposta».

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