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Rimpasto in vista: Bricolo ministro al posto di Galan

La Lega punta sul senatore veronese per riconquistare l'agricoltura

Il governo parlerà ancor di più veronese? Parrebbe proprio di si, visto che il “rimpastino” di Governo del quale si parla da mesi, e su cui negli ultimi giorni si è sentito di tutto, probabilmente ci sarà e potrebbe portare clamorosi sviluppi in particolare per quanto riguarda la Lega. La nomina del sottosegretario veronese d’adozione di osservanza pidiellina Aldo Brancher a ministro, prima del Federalismo, poi della Sussidiarietà e del Decentramento, potrebbe infatti essere stato solamente un antipasto.

Sono state numerose le ipotesi che sono circolate nelle ultime ore in merito a nuovi aggiustamenti nell’esecutivo del centrodestra, e quasi sempre tali rumors giravano attorno a due esponenti di primo piano della scena politica veronese e veneta. Parliamo di Aldo Brancher e dell’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, adesso titolare del dicastero dell’Agricoltura. E proprio sul suo dicastero sono puntati i fari di un possibile giro di poltrone. Ma andiamo con ordine. Il leader della Lega, Umberto Bossi, ha notificato un vero e proprio “sfratto” all’eterno nemico Galan dichiarando: “Vada allo Sviluppo, è uno pratico”. Quello che a prima vista sembrerebbe una lode nasconderebbe però in realtà il piano segreto della Lega, ovvero liberare il dicastero “delle mozzarelle” (così etichettato proprio da Galan) che era guidato fino alle regionali da Luca Zaia. Non è un mistero, infatti, che proprio l’agricoltura rappresenti per il partito lumbard da sempre una roccaforte di voti. Tanto che non a caso sono tutti leghisti gli assessori regionali all’agricoltura in Piemonte, Lombardia e Veneto. Al raduno di Pontida domenica scorsa, davanti a migliaia di agricoltori, Bossi ha annunciato a contadini e allevatori padani novità clamorose: “La Lega non vi lascia soli, aspettate qualche giorno e capirete…” Due giorni dopo l’invito a Galan ad andarsi ad occupare di Sviluppo ed economia. Una coincidenza? Probabilmente no. E non è tutto qui. Galan, appena insediatosi, ha provveduto ad un vero e proprio “repulisti” di tutti gli uomini,fedelissimi e dirigenti, marchiati Zaia (è notizia di ieri la soppressione anche di Buonitalia spa, l’ente che si occupava di promuovere il made in Italy alimentare fortemente voluto dal trevigiano). I leghisti, oltre a Bossi, non hanno avuto parole tenere per il ministro. “Lavori almeno un paio d’ore al giorno”, il commento del deputato veneziano Callegari. “Galan spieghi come passa le giornate”, quello il deputato emiliano Raineri. “Galan tiene famiglia, ecco perché fa il Ministro..”, le parole contenute in una nota dell’ex sottosegretario, proprio all’agricoltura, Giampaolo Dozzo.

Insomma la Lega alza la posta e chiaramente vuole la poltrona di Galan. Ci aveva provato già qualche giorno fa, cercando di piazzare un uomo di fiducia del Pdl, quell’Aldo Brancher poi misteriosamente traghettato in altri lidi. E’ andata male, e allora i padani ci riprovano: un leghista al posto di Galan, sperando che questi accetti il passaggio allo Sviluppo economico. Chi? La pista principale porta a un veronese, il capogruppo dei senatori Federico Bricolo. Indicato come un fedelissimo del Senatùr, quarantenne rampante nelle gerarchie di Via Bellerio, potrebbe essere proprio lui l’erede di Galan. Sono circolati anche i nomi del trevigiano Dozzo (ma è di Treviso come Zaia e Manzato, sarebbe troppo per la città della Marca), e della vicentina Manuela Dal Lago, attuale presidente della Commissione Attività produttive alla Camera. Ma se la scalata andrà in porto, l’esponente scaligero è sicuramente in pole position.


Adesso però la palla passa all’ex Governatore del Veneto. Alzerà le barricate? Si dice che dietro il mancato cambio con Brancher ci sia stato proprio lo zampino di Galan che ha (a Roma si dice anche con un certo piacer) rovinato l’operazione contemporaneamente sia al nemico Bossi, sia all”avvoltoio di Bardolino”. Certo, la tentazione di traslocare dalle mozzarelle al nucleare ed alle telecomunicazioni c’è. Chi conosce Galan lo sa bene. Accettare lo scambio politico, sacrificando l'opportunità di sgambettare i rivali, o sognare un futuro al Governo da Camillo Benso di Cavour, a capo di due Ministeri , magari Agricoltura e Sviluppo?

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