Conferenza esodo e foibe, sala civica negata: «È censura». Il Comune: «Evento divisivo»

L'iniziativa "Storia del confine orientale" era stata promossa dalla sezione veronese di Potere al Popolo che ora grida alla «censura» e prevedeva la relazione dello storico Sandi Volk

La locandina dell'evento

Nella giornata in cui viene annunciata la decisione presa all'unanimità dei consiglieri presenti in aula di attribuire la "cittadinanza onoraria" alla senatrice Liliana Segre, Verona torna alla ribalta per l'ennesima polemica di carattere "storico/politico". Al centro dell'attenzione, questa volta, uno degli episodi più complessi, drammatici e dibattuti della recente storia italiana, vale a dire le vicende del confine orientale durante la Seconda guerra mondiale e nell'immediato secondo dopoguerra, nonché la delicata questione delle "foibe", e cioè l'uccisione degli italiani (e non solo) autocnoni della Dalmazia, Venezia Giulia e Quarnaro da parte dei comunisti dell'allora Jugoslavia di Tito. 

La zona del confine orientale italiano, così come si espresse lo scorso anno in occasione del "Giorno del Ricordo" il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, divenne al tempo «un nuovo teatro di violenze, uccisioni, rappresaglie» e, come lo stesso capo dello Stato dichiarò, «tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni». Resta il fatto che mai (forse) come su tali questioni in Italia si è spesso dibattuto in termini "politici" prim'ancora che "storici".

Venendo ora alle recenti polemiche, la sezione veronese di Potere al Popolo ha fatto sapere di aver ricevuto ieri, 16 gennaio, «la comunicazione ufficiale con cui il Comune di Verona ci nega l'uso della sala pubblica "Nicola Tommasoli" per una conferenza sulla storia del confine orientale, con relatore lo storico Sandi Volk». La nota siglata dall'amministrazione veronese e che riporterebbe le motivazioni del diniego sarebbe questa: «Il carattere dell'iniziativa appare divisivo ed è in contrasto con i valori di libertà, giustizia, eguaglianza, fraternità e solidarietà iscritti nello Statuto comunale. Il "Giorno del Ricordo" vuole conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell'esodo. Per questo la richiesta non può essere accolta».

Gli esponenti di Potere al Popolo non hanno gradito la cosa ed hanno contrattaccato accusando l'amministrazione scaligera di «censura», oltre che annunciando che la conferenza si terrà ugualmente lunedì 20 gennaio alle ore 20.45 in via Benedetti 18 a Borgo Roma: «Fa sorridere che le motivazioni addotte a questo atto di censura si richiamino a valori di "libertà, giustizia, eguaglianza, fraternità", - si legge nella nota di Potere al Popolo - nonché alla legge istitutiva del "Giorno del Ricordo" che indica di conservare e rinnovare la memoria sulle "più complesse vicende del confine orientale"». 

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Su questo punto ad essere intervenuto è stato anche lo stesso relatore invitato a Verona, vale a dire lo storico Sandi Volk, il quale secondo quanto riferito da TriestePrima avrebbe dichiarato: «Quest’ultima affermazione mi ha colpito personalmente, perché significa che le mie posizioni sarebbero in contrasto, oltre che con il testo della legge sul "Giorno del Ricordo", anche con i valori di libertà, giustizia, eguaglianza, fraternità e solidarietà. E questo non glielo permetto perché è un'affermazione per me offensiva, dato che sono esattamente i valori per la cui concreta realizzazione mi batto da sempre». Lo stesso Volk avrebbe inoltre spiegato di essere stato «il primo che abbia scritto in maniera scientifica, documentata, sulla questione del destino dei profughi istriani e dalmati dopo aver lasciato le loro terre, mettendo in rilievo anche gli episodi poco nobili e le strumentalizzazioni di cui istriani e dalmati sono stati vittime. Sono queste le "note posizioni" che danno fastidio?». Infine l'amara conclusione dello storico: «Dubito che qualcuno di coloro che ha steso il testo del diniego della sala abbia mai letto una riga di quanto ho scritto».

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