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Amia, stop definitivo al project financing. «Ora si va verso tutela di azienda e lavoratori»

Il consiglio comunale di Verona ha approvato all'unanimità la revoca al progetto di finanza. E il passo successivo sarà il controllo diretto di Amia da parte del Comune

Era stato anticipato da qualche polemica ma è andato praticamente liscio il consiglio comunale di Verona in cui è stato approvato lo stop definitivo al project financing di Amia. Le divergenze si concentravano più sul futuro di Amia e non sul provvedimento che in effetti è stato approvato all'unanimità con 30 voti favorevoli.

CONSIGLIO COMUNALE DI VERONA DEL 14 OTTOBRE 2021

Bloccato il project financing, l'amministrazione comunale vuole portare a compimento l'opera di estrazione di Amia da Agsm per renderla un'azienda direttamente controllata dal Comune. L'idea è quella di giungere all'affidamento diretto entro la fine dell'anno, completando così un'operazione che dovrebbe salvaguardare l'azienda e i suoi posti di lavoro, oltre a rendere sempre più efficienti i servizi di raccolta di rifiuti e di cura del verde in città.
Con il documento approvato dal consiglio comunale è stato infatti confermato l'avvio del procedimento di riprogettazione del servizio integrato dei rifiuti del Bacino Verona Città. Il Comune di Verona, con Agsm-Aim, è tenuto quindi ad avviare il procedimento per la predisposizione di un piano industriale e di un processo di riorganizzazione societaria, che valuti anche la gestione del servizio integrato dei rifiuti urbani del Bacino Verona Città, secondo un modello "in house providing". Il tutto salvaguardando competenze e professionalità acquisite, oltre al patrimonio umano e le esperienziale dei lavoratori di Amia.

La prima sospensione del project era stata votata dall'aula, già nel febbraio 2018. L'iter del procedimento ha subito alcuni rallentamenti dovuti alla pandemia e alla fusione Agsm-Aim. Ora è stato eseguito l'ultimo passaggio con la revoca definitiva. «Ora parte l'iter per l'in house - ha dichiarato l'assessore alle partecipate Stefano Bianchini - Ora si va verso la tutela della nostra azienda e dei lavoratori. Un percorso sostenibile dal punto di vista economico-finanziario per il Comune di Verona, che mette la parola fine ad un project che avrebbe generato situazioni di rischio per il futuro di Amia e dei suoi lavoratori, che dal 2013 vivono nell’incertezza».

«Non posso che esprimermi favorevolmente alla proposta che arresta un procedimento contro il quale mi sono sempre opposto - ha sottolineato il capogruppo di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Bene quindi la revoca del project, ma restano alcuni dubbi sulle future operazioni da effettuare per la ridefinizione della gestione del servizio».
«Oggi non siamo ancora in grado di sapere quale sarà il futuro del lavoratori di Amia - ha dichiarato il capogruppo del Partito Democratico Federico Benini - né quali idee ci sono per la gestione dei servizi sostenuti dalla società. Ci troviamo quindi ad approvare una delibera che lascia molte domande in sospeso».
«Il primo interesse è che il servizio rimanga in mano pubblica e che venga tutelato il lavoro dei dipendenti Amia - ha evidenziato Carla Padovani del Gruppo Misto - Troppo spesso i deficit delle società partecipate sono il frutto di contrasti politici e di scelte che non guardano al bene della città. Situazioni che devono far riflettere, per essere in grado di portare avanti gestioni più responsabili».
«Siamo sicuri che la scelta migliore sia quella di mantenere in house la raccolta dei rifiuti e la cura del verde? - ha domandato il capogruppo di Traguardi Verona Tommaso Ferrari - Troppe cose non sono state valutate e manca una visione che ponga davvero al centro la qualità del servizio. Non ho nulla contro la revoca del project, ma non sono d’accordo sulla linea intrapresa dall'amministrazione per la futura gestione del servizio».
«Sono state ascoltate le preoccupazioni e le necessità dei lavoratori - ha sottolineato il leghista Vito Comencini - Una scelta coraggiosa, non facile, che interrompendo un percorso apre la strada a nuove riflessioni, che ora devono trovare la migliore gestione possibile per questo servizio essenziale della città».
«Ci saranno da fare nuove valutazioni sul futuro di Amia - ha aggiunto Maria Fiore Adami di Fratelli d'Italia - ma almeno ora si è impedita la continuazione di un percorso che ne avrebbe solo messo a rischio la gestione e il lavoro dei suoi dipendenti».

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