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Ca' del Bue, niente valutazione di impatto ambientale per il revamping

Rifiutata dunque la richiesta dei sindaci dei comuni limitrofi. Critico il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco: «Viene il dubbio che l'impianto non sia così innocuo come si vuol far credere»

Nonostante i dubbi manifestati dai sindaci di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio, la Regione Veneto ha ritenuto non necessaria la valutazione di impatto ambientale per il progetto di ammodernamento dell'impianto di trattamento dei rifiuti di Ca' del Bue. Una scelta che ha contrariato gli amministratori veronesi, i quali temono che la produzione di biometano dai rifiuti e le altre attività previste da Agsm a Ca' del Bue possano peggiorare la qualità della vita dei cittadini che vivono nelle vicinanza. In particolare, le problematiche che potrebbero sorgere riguardano gli odori che potrebbero essere prodotti dall'impianto e il traffico stradale che verrebbe appesantito dal via vai dei camion. 

Ma oltre agli amministratori locali, anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco è critico nei confronti della Regione: «Non vi è alcun motivo concreto e tanto meno procedurale per rifiutare la valutazione di impatto ambientale, che darebbe un responso certo e definitivo sulle temute ricadute ambientali. Viene il dubbio che sia proprio questo il timore, cioè verificare che l'impianto di Ca' del Bue in realtà non è così innocuo come si vuol far credere. Il sospetto aumenta, nel momento in cui la Regione demanda le verifiche al titolare dell'impianto, la multiutility veronese Agsm: in pratica si investe del ruolo di controllore chi dovrebbe essere controllato»

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