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Traforo tramontato, sconfitta tosiana. Bertucco: "Tanti ipocriti ora esultano"

La maggioranza cittadina vuole mettersi al lavoro per trovare delle alternative, ma il consigliere comunale di minoranza: "Con quale faccia si ripresentano? Quando governavano con Tosi non hanno aperto bocca"

"È stata scritta la parola fine sul progetto del Traforo delle Torricelle". Un'espressione sentita più volte in questo 2017. La si era detta nello scorso aprile, quando è stata dichirata decaduta l'aggiudicazione della concessione all'Ati guidata da Technital. Sembrava finita e invece Technital ha fatto ricorso al Tar e quando ieri, 22 novembre, il ricorso è stato respinto, tutti coloro che si sono battuti contro il traforo hanno nuovamente esultato, nella speranza che questa volta la parola fine sia stata davvero scritta.

In seguito alla sentenza il Comune incasserà gli 8 milioni della fideiussione - fanno sapere Giampaolo Ventoruzzo, vicepresidente del Comitato contro il traforo - Ci spiace, ovviamente, per le imprese. Ma siamo orgogliosi del risultato: questa volta, per un progetto che non sta in piedi, al Comune non tocca pagare ma riscuotere. Un grazie va a tecnici. Ma un grazie va anche a chi, insieme a noi, in questi lunghi anni non ha mai mollato.

Un rigraziamento che sicuramente sarà giunto a Michele Bertucco, che insieme al comitato ha combattuto contro la realizzazione del traforo. Insieme a lui, sono stati in tanti ad essere contenti per la decisione del Tar. Forse in troppi, per Bertucco che con le sue parole intende stanare chi a suo dire pecca di ipocrisia.

Stefano Casali, che oggi esalta la bontà tecnico-amministrativa dei dirigenti comunali, da vicesindaco di Tosi non ha mai aperto bocca quando i dirigenti venivano fatti lavorare ad un'ipotesi che non poteva stare in piedi. Ma cosa ci sta a fare un politico se non riesce a trovare il coraggio di correggere gli errori della propria maggioranza e aspetta che siano i dirigenti con la schiena dritta a togliergli le castagne dal fuoco? Meglio che vada a casa. Gli stessi Sboarina, Bertacco, Polato, Padovani, Zanotto furono decisivi nel far decollare una proposta che ha tenuto la città bloccata per 10 anni e che alla fine si è dimostrata un fallimento epocale. Con quale faccia adesso ci vengono a parlare di priorità o di nuove soluzioni? Avrebbero fatto un buon servizio alla città se avessero preso seriamente in considerazione le ragioni dei cittadini del comitato, i primi a dimostrare con dati e fatti alla mano che quel progetto era una follia. Invece hanno sistematicamente voltato le spalle ai cittadini acconciandosi a votare come comandava Tosi il quale è poi diventato il loro più acerrimo nemico.

Un intervento di Bertucco che però non smorza le voci all'interno della maggioranza che ora guida la città e che parla di una sconfitta per l'ex sindaco Tosi. 

Tutte le Circoscrizioni dell’est veronese risentono di un notevole traffico anche di mezzi pesanti, è giusto quindi valutare tutte le possibili soluzioni per cercare di porre rimedio ad un problema legato anche all'inquinamento - scrive il presidente della settima circoscrizione Marco Falavigna, esponente di Verona Domani - Per questo, inizieremo con tutte le parti interessate e la cittadinanza una serie di incontri e tavoli tecnici per individuare possibili alternative.

E a chiedere un'intervento è anche il PD veronese che evidenzia il problema della strettoia in zona Teatro Romano-San Giorgio che paralizza Veronetta. Ora che il Tar si è espresso e che il progetto del traforo sarà accantonato, i democratici chiedono che si riparta da zero.

La verità è che non esiste una bacchetta magica o una misura risolutiva - scrivono dal PD - esistono invece una serie di misure viabilistiche e di politiche della mobilità da adottare e coordinare con competenza e professionalità, a partire dal rafforzamento del trasporto pubblico per togliere auto dalla strettoia del Teatro Romano e dal potenziamento della viabilità alternativa dalle Torricelle. Si può tornare a ragionare su un'ipotesi di galleria urbana solo quando i dati tecnici ne dimostrino l’effettiva utilità nella risoluzione del problema dell'attraversamento di Veronetta e dell'estensione della Ztl cittadina. Si deve inoltre ragionare su una diversa dislocazione degli attrattori di traffico presenti nella zona, come ad esempio le scuole, anche se la scelta di lasciare al suo posto l'ospedale condiziona in maniera pesante le soluzioni percorribili.

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