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Regioni perplesse sul Dpcm chiedono «contradditorio» e «sospensione dei tributi»

Secondo le Regioni, si legge nel documento inviato, «non appaiono chiare le procedure individuate» e «le tempistiche con le quali viene "declassificato" il livello di rischio»

Il governatore del Veneto Luca Zaia

Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini ha trasmesso al Governo il parere sul Dpcm relativo alle ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19. «La seconda ondata della pandemia - si legge nel parere - sta colpendo in maniera generale tutto il territorio nazionale», per questo le Regioni hanno ribadito «la richiesta di univoche misure nazionali ed, in via integrativa, provvedimenti più restrittivi di livello regionale e locale». Nel provvedimento secondo i governatori di Regione ci sono misure che «destano forti perplessità e preoccupazione» e che «comprimono ruolo e compiti delle Regioni», attribuendo «al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici».  

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Per questo motivo, specificano nel loro parere i presidenti di Regione è «indispensabile instaurare un contraddittorio per l’esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi delle Regioni» caratterizzate da scenari elevata o massima gravità. Secondo le Regioni, si legge sempre nel parere, «non appaiono chiare le procedure individuate» e «le tempistiche con le quali viene "declassificato" il livello di rischio». Per questo è importante che le Regioni possano «partecipare al percorso di analisi», anche per la «ricaduta delle misure a livello regionale».

Le Regioni nel parere inviato al governo centrale, chiedono poi che «contestualmente all’emanazione del Dpcm», sia definito con un provvedimento di legge «l’ammontare delle risorse, unitamente a modalità e tempi di erogazione delle stesse, con le quali si procede al ristoro delle attività economiche che hanno subito e subiscono "limitazioni, sospensioni e/o chiusure"». E, inoltre, le Regioni evidenziano che «con il medesimo provvedimento è necessario introdurre meccanismi di sospensione dei tributi relativi agli anni fiscali 2020 e 2021 per le stesse attività economiche».

Servono infine «misure normative e adeguate risorse finanziarie per i necessari congedi parentali per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e misure economiche di conciliazione per i lavoratori autonomi». L’obiettivo deve essere quello, conclude il documento delle Regioni, di dare «certezze al fine di scongiurare un effetto depressivo e conseguenti problemi sociali, assicurando la contemporaneità delle misure di contenimento dell’epidemia con quelle di sostegno alle categorie economiche e sociali colpite».

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