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Regione, la Fiera certifica la spaccatura Lega-Pdl

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Ad Abitare il Tempo salta lincontro-scontro tra sindaco e governatore

Benedette fiere. Se non ci fossero, per capire che cosa sta succedendo nella politica veneta e veronese, bisognerebbe inventarle. Riso e arredamento, in questo giorni, stanno diventando una specie di crocevia dei destini politici.

Basta vedere quello che è successo questa mattina in Fiera, all’inaugurazione di Abitare il tempo. Doveva esserci il grande incontro-scontro, quello tra il sindaco Flavio Tosi e il governatore Giancarlo Galan, reduce dai proclami di Isola della Scala. E invece? Niente da fare.

Alle 11, ora prevista per l’inaugurazione, del doge di Venezia non c’era traccia. Il nastro è stato tagliato dal sindaco. E tutti gli altri? Eccoli: galaniani da una parte, Tosi &C. dall’altra. Per il governatore si sono presentati quasi tutti i colonnelli mede in Verona del nascente Popolo veneto della libertà, da Gian Conta a Vito Giacino. E compreso l’assessore regionale Udc e consigliere comunale Stefano Valdegamberi, uno dei più convinti sponsor del manifesto per la ricandidatura del governatore uscente.


Flavio Tosi se n’è andato invece a spasso per gli stand della Fiera accompagnato dal presidente Ettore Riello e da un codazzo di body guard, forze dell’ordine e fedelissimi. Tra i quali il sindaco può naturalmente vantare Aldo Brancher e Antonio Pastorello, solo per fare due nomi. Le squadre sembrano già fatte, quindi. Bossi e Berlusconi insistono: non abbiamo ancora deciso. Ma qui sia la Lega che Galan sembrano invece aver deciso da un pezzo. E la decisione è quella di andare allo scontro, con il risultato di spaccare a metà lo stesso Pdl, atteso dagli stati generali di Cortina, oltre che di mettere in crisi un discreto numero di giunte in giro per il Veneto. E il Pd? Ecco, se fosse proprio il Pd l’asso nella manica di Galan? In fondo, da Piero Fassino a Massimo Calearo, nessuno lo ha ancora escluso.

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