Domenica, 17 Ottobre 2021
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Sulle banche popolari venete indaga la Regione che aiuterà i correntisti

Previsto un intervento da 300mila euro per i cittadini colpiti dai gravi fatti che riguardano il sistema bancario. Soddisfatti i tosiani, mentre i grillini sono scettici sulla Commissione d'inchiesta

I consiglieri regionali tosiani Stefano Casali, Andrea Bassi, Maurizio Conte e Giovanna Negro hanno espresso soddisfazione per l’intervento di 300mila euro proposto dalla giunta che mira a sostenere le spese legali dei correntisti coinvolti nel caso delle popolari venete. Non solo, la Regione ha anche istituito una Commissione d'inchiesta sui fatti riguardanti il sistema bancario veneto.

La mozione impegna la giunta ad attivarsi presso il Governo affinchè i cittadini e le imprese venete abbiano tutela nei confronti del patrimonio dilapidato da Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza e a sostenere, anche economicamente, le associazioni di consumatori e le associazioni di cittadini che si costituiranno in Class Action nei confronti dei due istituti bancari e dei loro amministratori.

"Dobbiamo ripartire da un controllo territoriale anche delle banche - ha spiegato nel suo intervento il capogruppo Stefano Casali - noi amministratori pubblici siamo controllati, e anche chi amministra soldi non suoi deve essere trasparente, quindi sì al limite di mandati ai vertici degli istituti di credito e chiara visibilità dei ruoli"

Sulla Commissione d'inchiesta interviene Giovanna Negro che ha detto "si vuole far luce sulle reali responsabilità" e ha aggiunto Andrea Bassi: "Certamente la commissione non risolverà tutti i problemi del mondo, e le situazioni di difficoltà non sono certo finite. La nostra forza di intervento è quella che ci permette di far luce su queste losche vicende, il nostro ruolo è quello che la legge ci attribuisce".

Bassi è interventuto anche sul pericolo Bail-In: "Dal 1 primo gennaio 2016 è entrata in vigore la direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie: se fino ad oggi gli istituti di credito sono stati salvati anche con denaro pubblico, da gennaio 2016 in caso di difficoltà non interverrà più lo Stato, ma dovranno farsi carico delle perdite anche i privati come gli azionisti, e gli obbligazionisti. Va fatto un grande sforzo sull’informazione dei consumatori, è importante far capire ai risparmiatori che il pericolo esiste".

Se i tosiani sono soddisfatti, i grillini sono scettici. Il capogruppo M5S Jacopo Berti ha evidenziato il pericolo di un conflitto di interessi: "Una commissione sulle banche fatta dai partiti è una commissione fatta sul conflitto di interessi, è la storia recente a dircelo. Anche lo stesso fondo di Veneto Sviluppo è in conflitto di interesse poiché le banche coinvolte nello scandalo sono azioniste di Veneto Sviluppo". 

Le proposte del M5S sul tema sono tre: la creazione di organismo di tutela del risparmiatore, volto a rendere più chiare, trasparenti e pulite le regolamentazioni degli istituti, a tutela dei correntisti; la creazione di un fondo di tutela legale per le persone truffate; l'introduzione di una clausola di salvaguardia territoriale.

"Siamo contrari alla trasformazione in Spa di queste banche - ha concluso Berti - Nel momento di massima debolezza non si dovrebbe esporre questi istituti agli azionisti, è il contrario di ciò che farebbe un buon manager. Oggi può arrivare un investitore estero e comprarsi la banca a prezzo stracciato, portando tutti i ricavi presenti e futuri nel proprio Paese. Serve una pressione politica affinché negli statuti delle banche venga inserita una clausola che obblighi gli azionisti esteri a reinvestire sul territorio stesso della banca la parte di raccolta che viene effettuata".

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