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Dopo il No al referendum, la battaglia continua. "Ora si cambi l'Italicum"

Per la vittoria esultano Stefano Casali e il Popolo della Famiglia. E il coordinamento veronese Democrazia Costituzionale chiede la modifica della legge elettorale

"Per prima cosa dobbiamo ringraziare tutti gli italiani che sono andati a votare. Valutiamo molto positivamente l’alta partecipazione al voto e il fatto che milioni di cittadini abbiano voluto esprimersi sul quesito costituzionale, giudicando a grande maggioranza inopportuna e dannosa la riforma". Ha aspetta qualche giorno il presidente del coordinamento veronese Democrazia Costituzionale Gian Paolo Romagnani per commentare l'esito del referendum del 4 dicembre, dove ha prevalso il No, sostenuto dal coordinamento. 

"Nel Paese ha prevalso la vita reale, quella del disagio, dell’economia stagnante, della disoccupazione (soprattutto giovanile) e della povertà dilagante - è la valutazione di Romagnani - Si è compreso che il tentativo di riformare la carta costituzionale conteneva i rischi della riduzione degli spazi della democrazia. Una vittoria del buon senso". E dopo questa vittoria, il coordinamento non ha esaurito il suo impegno ed è pronto a nuove battaglie. "Rimane la pessima e pericolosa legge elettorale, anch’essa approvata a causa delle forzature della maggioranza che ha voluto riformare la carta - ha concluso Gian Paolo Romagnani - Questa legge, su cui la Corte Costituzionale dovrà decidere, va cambiata perché presenta diversi elementi di incostituzionalità, quali la mancata previsione di una soglia minima per accedere al ballottaggio, le pluricandidature dei capilista e la sproporzione tra il numero di voti ottenuti dalla lista che raggiunge il 40% al primo turno e i seggi che le vengono assegnati grazie al premio di maggioranza. La vittoria del No è semplicemente la premessa per riprendere a far politica non dall’alto, ma dal basso, a partire dall’affermazione forte dei principi di democrazia e rappresentanza previsti dalla Costituzione".

Anche il candidato sindaco di Verona Domani Stefano Casali aveva chiesto ai cittadini di votare No al referendum e ha potuto cantare vittoria: "Un inno alla voglia di buona politica - è stato il commento di Casali sulla vittoria del No - I cittadini hanno risposto con la più bella e nobile espressione ossia con un voto consapevole e partecipato che rappresenta proprio la vittoria della buona politica sulla pericolosa demagogia". 

Non disdegna la candidatura di Stefano Casali il Popolo della Famiglia di Verona, anch'esso sostenitore del No al referendum. Un Popolo della Famiglia che ha ironicamente ringraziato Monica Cirinnà "che con il suo scellerato e testardo progetto di legge sul matrimonio omosessuale ha decretato la morte del governo Renzi".

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