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Referendum sull'autonomia, nasce la Consulta. Esposto contro Toscani

Con un proprio decreto, Zaia ha costituito formalmente la Consulta del Veneto per l’Autonomia. Mentre due consiglieri regionali si rivolgono alla Procura della Repubblica di Verona contro il "mona" pronunciato dal fotografo

Dopo il referendum del 22 ottobre il presidente della Regione Veneto Luca Zaia aveva avanzato tre proposte: una consulta per l'autonomia, la trattativa con lo stato per ottenere tutte e 23 le competenze ottenibili e il riconoscimento dello status di regione a statuto speciale. Quest'ultima è quella più spinosa, tanto che lo stesso Zaia ha dovuto sdoppiare la partita, isolando la richiesta per entrare nella lista delle regioni a statuto speciale. Ma per le altre due iniziative, apparentemente c'è la massima disponibilità anche da Roma.

Così, con un proprio decreto, Zaia ha costituito formalmente la Consulta del Veneto per l’Autonomia. All'organismo partecipano 34 soggetti in rappresentanza delle autonomie locali, delle categorie economiche e produttive del territorio, delle forze sindacali e del terzo settore, del mondo dell'università e della ricerca, e di altri organismi espressione di interessi diffusi a livello regionale, in modo da garantire la più ampia rappresentatività. Contestualmente, Zaia ha inviato a tutti gli interessati una lettera contenente la prima convocazione: l'insediamento avverrà venerdì 3 novembre alle 9 nella sala multifunzionale di palazzo Grandi a Venezia.

Compito di questa consulta sarà quello di riempire di contenuti pratici e concreti la nuova autonomia che il Veneto tratterà con lo Stato. Un percorso, da un certo punto di vista, condivisibile anche dalla forze politiche che non sostengono il presidente della Regione ma lo sostengono in questa battaglia a cui i cittadini hanno dato il via con il loro inequivocabile voto. L'opposizione però ci tiene che Zaia mantenga il solco tracciato dalla Costituzione. In particolare il PD.

Zaia scenda dall'asse di equilibrio che lo vede tenere da una parte un atteggiamento istituzionale e costituzionale, dall'altra un atteggiamento che occhieggia all'indipendentismo per accontentare la sua maggioranza - ha scritto il consigliere regionale democratico Orietta Salemi - L'invito che faccio al presidente della Regione è di assumersi la responsabilità del voto del 22 ottobre, scegliendo da che parte stare. Il rischio concreto è infatti che Zaia, volendo tenere due posizioni inconciliabili tra di loro, intorbidisca la contrattazione che deve invece avere chiari obiettivi e intenti.

E nel dibattito sull'autonomia si è inserito anche Oliviero Toscani che ha definito mona i veneti che sono andati a votare il 22 ottobre. Non è la prima volta che Toscani prende di mira i veneti e anche questa volta si andrà per vie legali. I consiglieri regionali Stefano Valdegamberi e Luciano Sandonà, assistiti dall'avvocato Danilo Montanari, presenteranno un esposto alla Procura della Repubblica di Verona perché "Oliviero Toscani diffonde ripetutamente idee fondate sull'odio razziale e etnico contro il popolo veneto - hanno dichiarato i due consiglieri regionali - Siamo stanchi delle ripetute denigrazioni da parte di Oliviero Toscani contro i veneti. Le sue sono affermazioni che ci offendono profondamente e toccano la nostra dignità e onorabilità".

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