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Sboarina in Fratelli d'Italia, PD: «Battiti per Verona ora è un guscio vuoto»

Il Partito Democratico contro il primo cittadino che ha aderito al partito della Meloni: «Ha preso in giro tutti quei cittadini a cui aveva chiesto il voto per un progetto civico»

Sboarina e Meloni (Foto Facebook)

È stata presentata come una notizia importante e, almeno a livello locale, lo è: il sindaco di Verona Federico Sboarina aderisce a Fratelli d'Italia. Un grande cambiamento che, però, non ha generato reazioni altrettanto plateali. Bocche cucite, commenti diplomatici, frasi di circostanza, soprattutto all'interno della maggioranza che sostiene il primo cittadino. Un sindaco che non può più dirsi civico, anche se eletto tramite la lista civica Battiti per Verona. E cosa resterà di questa lista civica ad un anno dalle prossime elezioni amministrative è solo una delle tante incognite generate da questo passaggio di Sboarina in Fratelli d'Italia. Tra queste incognite, la più grande è la Lega. Come potrebbe reagire un partito dal peso specifico rilevante all'interno della maggioranza, ma con poche poltrone di rilievo? Attualmente, infatti, sindaco e presidente del consiglio comunale sono di Fratelli d'Italia e appartengono a quell'area politica anche i presidenti di due aziende partecipate come Agsm-Aim e Amt. Ma la risposta a questa incognita potrebbe essere il proverbiale «ingoiare il rospo», magari pensando ad una strategia più ampia che permetta alla Lega di ottenere da Fratelli d'Italia una contropartita politica in cambio di un silenzioso assenso di fronte alle vicende veronesi.

Meno silenziose le minoranze, in particolare il Partito Democratico. Il segretario del PD di Verona Luigi Ugoli ed i consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani hanno commentato: «Battiti per Verona è ormai un guscio vuoto. Ad uno ad uno, alla chetichella, tutti i fondatori hanno preso altre strade: Padovani verso Fratelli d'Italia; Polato prima verso Forza Italia poi Fratelli d'Italia; ora lo stesso Sboarina, passato anche lui in Fratelli d’Italia, la destra politica più estrema, nostalgica e illiberale presente in Parlamento. Una chiara presa in giro di tutti quei cittadini a cui Sboarina aveva chiesto il voto per un progetto civico. Sul finire del mandato il sindaco getta dunque la maschera rivelando che la sua proposta politica non era altro che un escamotage per riciclarsi dopo aver perso nel 2012 la guerra intestina al centrodestra veronese contro i tosiani. L’ennesimo esempio di opportunismo politico finalizzato a rinforzare le carriere personali piuttosto che il bene comune. Nel momento in cui l'escamotage opportunista gli viene d'intralcio per riposizionarsi in vista delle prossime amministrative o altre scadenze elettorali, Sboarina di fatto lo liquida aderendo ad un partito politico. Chiediamo che tutta questa ipocrisia abbia un limite: del gruppo civico Battiti resta solo la facciata, come si regoleranno coloro che il sindaco ha lasciato con la candela in mano?».
Ed anche Massimiliano Urbano, coordinatore di Buona Destra Verona, ha dichiarato: «Vi è l'inequivocabile certificazione che l'attuale amministrazione ci tiene proprio a distinguersi per un certo tipo d'impronta: fascioleghismo spinto e arretrato ultracattolicesimo. Non è certo questa la destra moderna, europeista, laica e solidale che tanto necessita la nostra città».

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