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"Razionalizzazione taglia spese per la Sanit"

"Razionalizzazione taglia spese per la Sanit"

"Razionalizzazione taglia spese per la Sanit"

Si lavora ad una riduzione dei costi anche a Verona. Coletto: "Entro 15 giorni il piano"

Nuova razionalizzazione in vista per la sanità del Veneto. E, quindi, tagli prossimi anche nel Veronese. In Regione, infatti, si sta lavorando ad un piano di riorganizzazione che non è il normale intervento volto a ridurre la spesa che viene messo in cantiere ogni anno. O, meglio, è una programmazione che in parte assomiglia a quelle degli anni passati ma che in realtà avrà un impatto più forte sulla realtà sanitaria veneta.

“Sicuramente quest’anno, visto anche quanto sta accadendo a livello nazionale, dovremo essere ancora più attenti per quanto riguarda il contenimento della spesa”, spiega infatti Luca Coletto, il leghista veronese che è alla guida dell’assessorato regionale della Sanità. “Il piano lo stiamo elaborando in questi giorni assieme ai direttori generali delle Ulss e sarà da loro condiviso”, continua l’assessore. Che poi anticipa anche che sarà con tutta probabilità pronto fra quindici giorni, “anche se ovviamente prima che venga reso noto al pubblico dovrà essere portato all’attenzione della giunta e del governatore”.

Se sui tempi si sbilancia, Coletto invece per ora non vuole addentrarsi nei particolari. Certo, memori del fatto che solo qualche settimana fa hanno dovuto ripianare il buco di circa 25 milioni di euro ereditato dalla gestione 2009, gli amministratori regionali hanno sicuramente in mente di non dover arrivare in futuro a nuovi ripiani. Un’aspirazione però di non facile realizzazione, visto che ora c’è una novità in più. L’effetto, in termini di riduzione dei trasferimenti statali, della manovra elaborata dal superministro dell’economia Giulio Tremonti. Quella manovra che ha un valore globale di 24 miliardi e che prevede un taglio di 10 miliardi riguardante le Regioni. “Ancora non si sa in realtà questo cosa significhi per la sanità del Veneto – precisa l’assessore – ma è chiaro che un impatto ci sarà (questo settore vale da solo i tre quarti del bilancio regionale, ndr) e che bisogna affrontarlo nel modo giusto, ovvero che è necessario mettere in atto tutte le possibili misure volte contenere i costi pur garantendo i livelli di assistenza”. “Certo la Sanità ha ogni anno un costo più elevato, se non altro perché aumentano gli stipendi ed i costi degli approvvigionamenti, ma ora noi dobbiamo mantenere un controllo ancora più feroce della spesa, riducendo al minimo la possibilità di sforare”.

Il che significa che per i servizi o le strutture meno importanti si profilano accorpamenti e colpi di scure. Anche per quei nosocomi che, come i veronesi Soave, Valeggio, Bovolone, Zevio ed Isola della Scala, erano stati oggetto di ridimensionamenti? “Quelli non sono nemmeno più degli ospedali, bensì strutture di altro tipo”, replica Coletto. Che dei casi singoli però non vuole parlare. “Bisogna pensare su scala regionale e non locale – conclude – per cui posso garantire che tutte le decisioni verranno prese sulla base di ragionamenti complessivi e senza accanimenti nei confronti di questo o quel territorio”.
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