Contro Global Compact e fatturazione elettronica, raccolta firme di FdI

Il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Ciro Maschio: «Il Global Compact limita la sovranità degli stati nella gestione dei propri confini e la fatturazione elettronica rischia di essere un altro modo per vessare le aziende»

Il gazebo di Fratelli d'Italia

È partita ieri mattina, 2 dicembre, da piazza Bra la raccolta di firme di Fratelli d'Italia contro il Global Compact e la fatturazione elettronica. Centinaia le firme raccolte nella prima giornata. La campagna tornerà sul Liston domenica prossima. Previsti gazebi anche a San Giovanni Lupatoto, Valeggio, Villafranca e Legnago.

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Il Global Compact - ha dichiara il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Ciro Maschio - è un patto internazionale promosso dall'Onu che sancisce il diritto a migrare come diritto umano fondamentale, ed elimina la distinzione tra profughi migranti umanitari e migranti economici, ponendo a carico degli stati sottoscrittori obblighi e oneri per favorire e sostenere questo diritto.
Di fatto limita quindi la sovranità degli stati nella gestione dei propri confini e favorisce una immigrazione indiscriminata a spese degli stati ospitanti. Si sono già sfilati da questo accordo Usa, Ungheria, Australia, Austria, Polonia e non solo. Noi abbiamo presentato una mozione in Parlamento per chiedere al governo italiano di non sottoscriverlo.
E la fatturazione elettronica che entra in vigore nel gennaio 2019, rischia di essere un altro modo per vessare le aziende, particolarmente le piccole imprese già massacrate da tasse e burocrazia. Fratelli d'Italia dice no: chiediamo che la fatturazione elettronica valga solo per gli importi superiori a 10mila euro e che per le piccole imprese non entri i in vigore prima del 2022.

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