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Martedì, 24 Maggio 2022
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Hotel di lusso in centro storico, il consiglio comunale prende tempo

Cominciato il dibattito per il cambio di destinazione d'uso del cosiddetto Quadrilatero, dove potrebbe insediarsi un albergo della della catena Marriott. La votazione in una delle prossime sedute

Ieri sera, 14 aprile, è iniziato nel consiglio comunale di Verona l'esame della proposta di delibera per il cambio di destinazione d'uso del cosiddetto Quadrilatero. La proposta riguarda gli immobili di proprietà di Patrizia Immobiliare e delimitati dalle Vie Garibaldi, Emilei, San Mamaso e Sant'Egidio, che potrebbero passare da uso direzionale a uso turistico-ricettivo. Infatti, fino a qualche anno fa, erano la sede degli uffici del gruppo bancario Unicredit ed ora potrebbero diventare un hotel di lusso della catena alberghiera Marriott.
Grazie al cambio d'uso, la struttura diventerà un albergo di 140 camere, con una piccola area commerciale, un centro benessere pubblico e sale per congressi. Un investimento che si aggira intorno agli 80 milioni di euro, 40 dei quali necessari per il recupero degli immobili (circa 22 mila metri quadrati), che Marriott International ha deciso di fare a Verona.
«Il cambio di destinazione - ha spiegato l'assessore alla pianificazione urbanistica Ilaria Segala - punta ad attribuire all'intero compendio una nuova finalità, appropriata ed economicamente sostenibile nel rispetto della sua consistenza e delle sue peculiarità storiche. Un'operazione che consentirà non solo la complessiva valorizzazione di questi immobili, ma un più ampio piano di intervento in favore del centro storico e di importanti attrattori culturali cittadini. Inoltre, contestualmente al cambio di destinazione d'uso degli immobili interessati al progetto, quali opere compensative del valore di circa 2 milioni 100 mila euro, è allo studio una soluzione per le criticità viabilistiche in zona Teatro Romano e Ponte Pietra e per includere l’area nel circuito turistico, rendendola ancora più attrattiva attraverso un assetto funzionale e sicuro».

Il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco è intervenuto nel dibattito dicendo: «Attraverso lo Sblocca Italia si vuole trovare una deroga per concedere un cambio di destinazione d’uso che in altro modo sarebbe impossibile nell’area del centro storico. Il tutto ventilando importanti opere compensative, sostenute da circa 1,3 milioni di euro di contributo, di cui però non è ancora chiara la destinazione e per le quali risorse sono state annunciate dall’amministrazione fantasiose soluzioni senza però una concretezza progettuale. La verità è che siamo ad esaminare una mera speculazione economica, il cui unico fine è quello di portare, oltre ad un grande albergo, nuovo commerciale e residenziale. Il tutto senza un piano della sosta che possa soddisfare veramente i clienti delle 140 nuove camere d’albergo che arriveranno in Via Garibaldi e delle attività di cui si prospetta la futura apertura. Tanta speculazione senza ritorno concreto per la città. C’è il tempo di sviluppare una soluzione migliore, con risposte vere per le problematiche urbanistiche del centro storico».
Ed Elisa La Paglia del Partito Democratico ha aggiunto: «Una storia che parte da lontano e che ad un certo momento pareva indirizza a dare un effettivo vantaggio al sistema museale cittadino. Invece, ora si parla solo di nuovi alberghi, commerciale e residenziale, con una deroga forte dello sblocca Italia che riconosce un vantaggio evidente per il privato. Sfugge invece quale sarà il contributo alla pubblica utilità».

Il consigliere di Battiti per Verona Domani Marco Zandomeneghi ha in seguito chiesto la sospensione del dibattito e dei lavori dell'aula. Una richiesta che è stata accolta per consentire una ulteriore valutazione sulle strategie di intervento che si intendono realizzare attraverso questa operazione, trovando la quadra per la stesura di un unico emendamento condiviso fra maggioranza e minoranza.

Il consiglio comunale si è quindi chiuso senza la votazione sul cambio di destinazione d'uso, che arriverà in una delle prossime sedute.

Tra le decisioni prese del consiglio ci sono, invece, l'approvazione di un nuova denominazione per la borsa di studio del Comune dedicata alla memoria di "Manuel Fiorito ed Enrico Frassanito", i due militari residenti a Verona deceduti nel 2006 durante missioni internazionali di pace. Il premio ora ricorderà anche la memoria del caporal maggiore Mario Frasca, appartenente al Comfoter Supporto di Verona, deceduto in Afganistan nel 2011. La nuova denominazione è stata approvata all’unanimità, con 23 voti favorevoli.
E con 24 voti favorevoli è stato approvato anche il regolamento quadro sulle consulte comunali. Il documento disciplina l’istituzione, la composizione e il funzionamento di consulte comunali tematiche. Le consulte sono organismi di partecipazione a scopi consultivi del Comune. Vengono istituite per favorire l'espressione e la discussione, consentendo la formazione di proposte organiche e la creazione di reti di dialogo con i soggetti rappresentativi di interessi di rilievo sociale sul territorio. La delibera è stata illustrata all’aula dal consigliere comunale della Lega Alessandro Gennari. «Con questo regolamento rendiamo chiaro il percorso per la creazione di consulte comunali - ha spiegato Gennari - Avere consulte tematiche di interesse pubblico significa da un lato poter affiancare all'amministrazione ulteriori competenze specifiche, dall'altro poter dare uno strumento in più alla partecipazione cittadina. Pensiamo ad esempio ad una consulta giovanile, o ad una consulta che riunisca i soggetti che lavorano in un determinato contesto come può essere il centro storico».

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