Cava Speziala, il nuovo progetto della proprietà passa in circoscrizione

L'approvazione ha scatenato la protesta dei cittadini contrari, i quali hanno presenziato alla discussione e al voto dei consiglieri di terza circoscrizione. PD: «Brutto spettacolo per la democrazia cittadina»

Ex Cava Speziala (Gmaps)

Il consiglio della terza circoscrizione di Verona ha approvato il progetto presentato dalla proprietà dell'ex cava Speziala di ulteriore sfruttamento del sito compreso tra le vie Lugagnano, Ferrari e Brigata Aosta, nel quartiere San Massimo. I consiglieri di Lega, Popolo della Famiglia, Verona Domani e Gruppo Misto hanno votato a favore, scatenando la protesta dei cittadini contrari, i quali hanno presenziato alla discussione e al voto del parlamentino.

«Per le repliche alle nostre osservazioni e a quelle del presidente del comitato Cava Speziala, il presidente Volpato ha ceduto la parola all'avvocato della proprietà - hanno dichiarato i consiglieri del Partito Democratico, i quali hanno raccontato anche dello scontento dei cittadini - Dopo una sospensione di un quarto d’ora, è stato inopportunamente chiesto l'intervento della polizia per mettere fine alle proteste». Per il Circolo PD, i consiglieri comunali democratici della circoscrizione e per il consigliere comunale Federico Benini, l'approvazione da parte della terza circoscrizione è «un brutto spettacolo per la democrazia cittadina. È chiara la volontà dell'amministrazione Sboarina di lasciare aperta sul territorio la ferita di questa cava che andrà ad aggiungersi alle altre criticità incombenti a partire dall'Ecoborgo e passando per la cementificazione del parco della Spianà».

Anche il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco ha criticato l'approvazione, affermando che l'esito del voto «ha calpestato ogni principio di ragionevolezza oltre che i bisogni dei cittadini di San Massimo. E lascia basiti che il legale dell'impresa titolare di Cava Speziala, avvocato Andrea Sartori, collega di studio del sindaco Federico Sboarina, sia intervenuto direttamente per far digerire il boccone amaro».

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È tempo di chiamare le cose con il proprio nome - conclude Bertucco - Quella che viene fatta passare come una normale pratica edilizia è in realtà un progetto di discarica che deve seguire un suo iter specifico e molto meno snello. Invierò pertanto al sindaco formale diffida dal proseguire su questo registro e di attivare immediatamente il procedimento amministrativo corretto. E pretenderò che vengano tenuti in debita considerazione anche i pareri negativi degli uffici comunali.

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