Protesta Lega a Verona. Su Facebook "Vota Mariotti": «L'unica Repubblica quella sociale»

L'Ass. Zavarise: «Troppe le risposte mancate». Polemica sul presidente Serit, il consigliere Bertucco ne chiede le dimissioni e l'intervento del sindaco: «Chi non si riconosce nella Repubblica Italiana non può e non merita di rappresentare un'azienda controllata pubblica»

Il post apparso sulla pagina Facebook "Vota Mariotti" - 2 giugno 2020

La Lega di Verona ha celebrato la festa della Repubblica «dando voce a chi è stato dimenticato». Si è trattato, secondo quando si apprende da una nota stampa firmata Liga Veneta per Salvini Premier della provincia di Verona, di «una protesta silenziosa che ha richiamato sulle Torricelle, in un locale simbolo del lockdown e di quei commercianti che faticano a ripartire, una cinquantina tra parlamentari, sindaci, amministratori locali, militanti del territorio».

«Sono troppe le risposte mancate, - ha spiegato il commissario provinciale della Lega, Nicolò Zavarise - la cassa integrazione che non arriva a tutti, i lavoratori autonomi abbandonati, la scuola che non sa quando e come ripartire, le famiglie dimenticate nonostante gli sforzi fatti in precedenza dall’ex ministro Lorenzo Fontana. Mancano le risposte ai Comuni e la prospettiva è che da Roma arrivi non più di un terzo delle reali necessità per far funzionare il trasporto pubblico, compensare i mancati incassi sulla tassa di soggiorno e supportare le attività in crisi. Dietro ogni azienda, - ha quindi aggiunto l'assessore ed esponente della Lega Nicolò Zavarise - ci sono famiglie che hanno passato anni ad investire nel futuro del nostro territorio. Come amministratori pubblici abbiamo il dovere di impegnarci per garantire il futuro della nostra città, che passa da asset strategici, come l’aeroporto, come Agsm, asset che non possono essere delegati a terzi privati».

Lo stesso Zavarise, assessore al Commercio nell'amministrazione guidata dal sindaco di Verona Federico Sboarina, ha poi concluso: «Oggi siamo chiamati a favorire e non ostacolare le attività legate al commercio, facendo molta attenzione a non veicolare messaggi sbagliati, come ad esempio portare l’esercito in piazza per controllare la "movida"». Un riferimento nemmeno troppo velato quest'ultimo, proprio all'ordinanza sindacale che è in scadenza quest'oggi e che, in ogni caso, il primo cittadino scaligero aveva già annunciato non avrebbe più rinnovato.

Nel frattempo il fronte polemico in questa giornata di festa nazionale non si è limitato soltanto alle recriminazioni da parte della Lega nei confronti del governo. Durante la mattinata, infatti, sulla pagina Facebook "VOTA Mariotti" che vede quale foto profilo quella del presidente della società Serit Massimo Mariotti con in mano il simbolo di Fratelli d'Italia, ha pubblicato un post con un'immagine (piuttosto sgranata) il cui contenuto recita come segue: «2 giugno l'unica Repubblica è quella sociale».

Vota Mariotti Facebook Repubblica sociale 2 giugno 2020

Il post apparso sulla pagina Facebook "Vota Mariotti" - 2 giugno 2020

Il riferimento del post, apparso nel giorno appunto della festa della Repubblica, è stato da molti (a torto o a ragione non spetta a noi affermarlo) interpretato come celebrativo della Repubblica sociale italiana, altresì nota come Repubblica di Salò che, nelle fasi conclusive della seconda guerra mondiale, per volontà della Germania nazista vide a capo Mussolini dal settembre del 1943 fino al 25 aprile del 1945. Tra i primi sostenitori di quest'interpretazione del post Facebook incriminato vi è stato il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, il quale non ha risparmiato dure critiche nei confronti del presidente di Serit Massimo Mariotti, chiedendone di fatto le dimissioni ed anche l'intervento del sindaco Federico Sboarina: «Al posto di lavorare alla ricerca di soluzioni per la ripartenza della città, così come richiederebbe il loro ruolo istituzionale, - spiega il consigliere Michele Bertucco - i due maggiori partiti della maggioranza del sindaco si preoccupano soltanto di mettere insieme la rabbia sociale contro il governo in carica nel tentativo di elemosinare un po’ di consenso sociale. Chiarisce bene quali siano i veri intenti della mobilitazione odierna, - prosegue il consigliere comunale Michele Bertucco - il presidente Serit Massimo Mariotti che ricorda la fede sua, e quella del suo partito, nei confronti della repubblica fantoccio di Salò, collaborazionista dei nazisti invasori dell’Italia in via di liberazione. Chiediamo al sindaco di intervenire nei confronti di Amia, socio di maggioranza di Serit, affinché Mariotti sia deposto o invitato a rassegnare le dimissioni. Chi non si riconosce nella Repubblica Italiana non può e non merita di rappresentare un'azienda controllata pubblica».

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Sulla stessa lunghezza d'onda anche il capogruppo in Consiglio comunale del Partito democratico di Verona Federico Benini, il quale sulla vicenda si esprime così in una nota: «Spiace molto che nella lista di Fratelli d’Italia che si presenterà alle elezioni regionali vi siano persone contrarie alla Repubblica. Proprio tra questi figurano personaggi come Massimo Mariotti, - incalza il consigliere comunale Federico Benini - che sul suo profilo Facebook sostiene come l’unica Repubblica sia quella sociale con scontato riferimento all'esperimento politico nazista in Italia all'indomani dell'armistizio del settembre '43. Tutto questo mi desta profondo stupore». 

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