Il Comune di Verona vuole uscire dall'Unione Europea? Storia di un'«adesione» mancata

Sul sito ufficiale del Comune si legge(va) che «il Comune di Verona ha aderito all'iniziativa sostenuta dal Comitato promotore Libera l'Europa - UEXIT» a favore del progetto di legge "Indizione di un referendum di indirizzo sul recesso dello Stato dall'Unione Europea"

Il Comune di Verona

«Leggiamo dal portale Internet ufficiale che il Comune di Verona "ha aderito all'iniziativa sostenuta dal Comitato promotore Libera l'Europa - UEXIT", a favore di "un progetto di legge di iniziativa popolare" finalizzato all’indizione di un "referendum di indirizzo sul recesso dello Stato dall'Unione Europea". Il che lascia allibiti ed esterrefatti: finché si parla di dare la disponibilità ad una richiesta di democrazia, per quanto balzana, presentata nei termini previsti dalla nostra Costituzione, è un conto. Ma che il Comune di Verona, città da sempre aperta all’Europa e al mondo, fornisca un’adesione politica ad una iniziativa simile, è inaccettabile». Ad affermarlo in una nota sono i consiglieri comunali del Partito democratico a Verona Federico Benini, Elisa La PagliaStefano Vallani.

Gli stessi consiglieri comunali dem hanno quindi evidenziato come «altri Comuni, da Milano a Bologna a Reggio Emilia, hanno democraticamente messo a disposizione il servizio di certificazione delle firme presso i propri Urp (Ufficio per le relazioni con il pubblico ndr), ma nessuno lo ha fatto con la formula dell’"adesione". Si tratta quindi di un grave errore, l’ennesimo da parte dell’amministrazione Sboarina ormai allo sbando che non sa mantenere una linea politica su nessun tema».

Indizione di un referendum di indirizzo sul recesso dello Stato dall'Unione Europea PRIMA-2

Indizione di un referendum di indirizzo sul recesso dello Stato dall'Unione Europea - PRIMA

Benini, La Paglia e Vallani, inoltre, nella loro nota congiunta osservano che «l’iniziativa legislativa non nasce poi così "dal basso" come si potrebbe credere». Secondo quanto riportato dai consilgieri Pd, ma anche confermato da quanto di può leggere sullo stesso sito web del comitato per l'Uexit, infatti, i «sottoscrittori della proposta di legge di iniziativa popolare sono 14 professionisti romani, ma a capo del movimento c’è il solito Vittorio Sgarbi». L’iniziativa, specificano ancora i consiglieri Benini, La Paglia e Vallani, «è appoggiata da parte dell’ultradestra radicale e sovranista e dal Movimento Stop Euro. Con una interrogazione - concludono i consiglieri dem - chiederemo all’amministrazione comunale di giustificare i motivi di tale adesione e di correggerla con una formulazione adeguata».

Una preoccupazione quest'ultima che, a ben guardare, parrebbe ormai essere diventata quasi superflua. La notizia dell'adesione da parte del Comune di Verona all'«iniziativa sostenuta dal Comitato promotore Libera l'Europa - UEXIT», infatti, dopo la polemica sollevata dal Pd ha destato l'attenzione anche di quotidiani nazionali, dall'Huffington Post a Il Giornale, i quali hanno dedicato ampio spazio alla vicenda negli articoli "Il Comune di Verona vuole uscire dall'Unione Europea" e "Il Comune di Verona chiede l'uscita dall'Unione Europea". Nel frattempo è però successo che anche lo stesso Comune di Verona sia intervenuto per una «precisazione del Segretario Generale», vale a dire l'avvocato Cristina Pratizzoli, la quale ha diramato una nota firmata congiuntamente al Vicesegretario del Comune di Verona, il dottor Giuseppe Baratta. Ora, la nota in questione si premura di voler chiarire le «erronee dichiarazioni di alcuni consiglieri comunali», senza dunque citare esplicitamente gli esponenti veronesi del Pd, ma dato il contenuto della nota, tutto lascerebbe intendere che questi consiglieri siano esattamente i noti Benini, La Paglia e Vallani. 

Il Segretario Generale Pratizzoli e il Vicesegretario Baratta, scrivono dunque: «Da parte del Comune di Verona non c'è alcuna adesione ideale né tantomeno politica alle iniziative referendarie e di legge proposte da vari soggetti. Il ruolo svolto dalle istituzioni, e quindi anche dal Comune, assolve al dovere legale oltre che civico di consentire la raccolta delle firme dei cittadini. Si tratta, come è noto, di un compito obbligatorio e che non ha alcuna discrezionalità. La dicitura utilizzata nell'avviso della pubblicazione online è peraltro la stessa identica usata da anni, che non era mai stata cambiata. Gli uffici lo hanno fatto oggi, solo per evitare ulteriori inutili equivoci».

In sostanza, se ben capiamo, il Comune di Verona nell'ospitare come previsto dalla normativa in materia le iniziative di "proposte di legge popolare e referendum" sul proprio sito web ufficiale, avrebbe storicamente da sempre usato la formula «Il Comune di Verona ha aderito all'iniziativa sostenuta...» dal tal o tal'altro Comitato, o gruppo di cittadini, ma questo, si badi bene, non significherebbe in ogni caso che vi sia «alcuna adesione ideale né tantomeno politica alle iniziative referendarie e di legge proposte da vari soggetti». Cioè, il Comune di Verona «ha aderito», ma in realtà non aderisce, piuttosto ospita soltanto la proposta di legge popolare o di referendum e consente così la legittima raccolta firme. In breve, il verbo aderire non avrebbe qui il significato di "accettare facendo proprio", ma piuttosto quello di "accogliere", con distacco formale e neutralità, la richiesta avanzata da un comitato o da un gruppo qualsiasi di cittadini.

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Facendo un esempio per paradosso, se un qualsiasi Comitato di cittadini a favore della legalizzazione delle droghe, per ipotesi, facesse una proposta di legge popolare o referendum, il Comune di Verona scriverebbe sul proprio sito web ufficiale nell'apposito spazio dedicato esattamente quanto segue: «Il Comune di Verona ha aderito all'iniziativa sostenuta dal "Comitato Cannabis Libera" per la "liberalizzazione della vendita e consumo di droghe leggere"», ma questo non significherebbe che vi sia «alcuna adesione ideale né tantomeno politica» da parte dell'Ente comunale in merito. Per semplificare la vita anche a noi giornalisti che, si sa, siamo esseri semplici e un po' limitati talvolta, fortunatamente l'espressione impiegata dal Comune di Verona sulla proposta del Comitato Uexit è per questa volta stata cambiata in modo da non destare più equivoci, e chissà che la nuova formula impiegata non possa fare scuola e rivelarsi utile anche per il futuro.

Indizione di un referendum di indirizzo sul recesso dello Stato dall'Unione Europea DOPO
Indizione di un referendum di indirizzo sul recesso dello Stato dall'Unione Europea - DOPO

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