Profughi, Tosi: "Verona disponibile ai Cie se favoriranno le espulsioni"

Con un tweet il sindaco scaligero ha dato il suo sostegno ai Centri di identificazione ed espulsione, mentre per il Movimento 5 Stelle sono inutili

"Se Minniti farà seguire alle parole i fatti e se dai Cie si uscirà solo per esser espulsi dal Paese, come fece Maroni, Verona è disponibile". Con un tweet il primo cittadino scaligero Flavio Tosi esprime il suo sostegno ai Centri di identificazione ed espulsione, che il nuovo ministro dell'interno Minniti potrebbe varare. Si parla di un Cie in ogni regione e potrebbe essere il segnale di un cambiamento sulle politiche dell'immigrazione in Italia. 

Un cambiamento che arriva dopo alcune proteste dei profughi scoppiate anche in Veneto e a Verona. Proteste che hanno avuto la conseguenza di avvelenare il clima, con i richiedenti asilo che chiedono una qualità migliore dell'accoglienza (richieste a volte pretestuose) e con alcuni partiti politici che di accoglienza proprio non vogliono sentir parlare. In mezzo c'è chi si era reso disponibile ad accogliere i migranti e che adesso così disponibile non potrebbe più essere, come Fiorenzo Scarsini, direttore dell'ostello di Veronetta, teatro della protesta.

Ma l'aria è cambiata anche all'interno del PD locale. "Giusto chiedere punizioni per i richiedenti asilo che delinquono ed istituire centri di identificazione ed espulsione - scrivono i consiglieri comunali Luigi Ugoli ed Eugenio Bertolotti - La possibilità di redistribuire meglio sul territorio i richiedenti asilo, evitando grandi concentrazioni in pochi grossi centri, dipende in primo luogo dalla disponibilità e dalla buona volontà dei sindaci di farsi carico di una parte del problema: una riduzione delle dimensioni dei centri favorirebbe la riduzione anche dei problemi di gestione e di integrazione sul territorio".

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Scovare i falsi profughi, espellere rapidamente gli irregolari e accogliere chi ha diritto d’asilo. Questi i tre punti su cui i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle del Veneto puntano. "È necessario identificare chi arriva in Italia, scovare i falsi profughi, espellere rapidamente gli immigrati irregolari nel giro di qualche giorno, senza parcheggiarli in inutili Cie spesso gestiti dalle mafie", ha ribadito la consigliera regionale Erika Baldin. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Jacopo Berti, propone anche l’assunzione di giovani laureati che possano identificare al più presto chi ha diritto all’asilo.

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