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Tosi: "Spero siano onesti con Renzi". D'Arienzo: "Il Pd è corretto"

Il primo cittadino scaligero non cessa di esprimere la sua stima nei confronti del collega di Firenze e stavolta lo fa con una frecciata ai vertici del Partito democratico

Nonostante le reazioni scatenate dagli ultimi complimenti fatti a quello che, in un possibile futuro, potrebbe essere un suo diretto avversario a delle eventuali elezioni nazionali, Flavio Tosi spende ancora una volta parole al miele per Matteo Renzi.

In un'intervista a Radio 24, il primo cittadino scaligero si è pronunciato in difesa del collega toscano, lanciando una frecciata ai vertici del Pd: "Renzi? Non vorrei che nel Pd truccassero le regole del gioco per fargli perdere le primarie."

Il sindaco di Firenze proprio ieri ha lanciato la sua campagna elettorale per le primarie del Pd da Verona, giustificando la scelta con la vittoria di Federico Vantilli, esponente dei democratici, alle ultime elezioni amministrative del comune di San Giovanni Lupatoto. "Siamo partiti da Verona perché a qualche chilometro da qui abbiamo dimostrato che se non ci chiudiamo in difesa il centrosinistra può vincere e stupire" ha dichiarato ieri nel suo discorso alla Gran Guardia. Forse anche la stima reciproca tra i due ha avuto la sua parte, da i democratici veronesi però non si fa attendere la risposta, che arriva dal segretario provinciale Vincenzo D'Arienzo in una nota. 

"Anche oggi Tosi ha perso l’occasione per farsi i fatti suoi. Parla del Pd e non sa nulla, esponendosi, come oggi, alle figuracce peggiori. Egli sospetta che nel PD potrebbero truccare le carte per impedire a Renzi di correre bene. E’ ovviamente abituato ai giochini della Lega, perché nel mio Partito quelle cose lì non avvengono.

Addirittura sostiene che il pericolo deriverebbe dalle regole che mettono per le primarie. Di che parla, proprio perché Bersani non ha paura di nessuno, ha deciso di modificare lo Statuto del partito che prevede che solo il segretario nazionale può candidarsi per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Diversamente Renzi non avrebbe potuto neanche partecipare. Più democrazia di così. Bersani avrebbe potuto tranquillamente star fermo e invece, a differenza dei capi della Lega, ha voluto il confronto democratico.

Non c’è nessun elemento che collega le nostre primarie a quello che avveniva nella Lega. Siamo un’altra cosa. Se ne faccia una ragione. A proposito di nomi e nomenclature, faccio fatica a seguire chi come lui ha cambiato il suo leader solo perché usava i soldi nostri per i fatti suoi. Altrimenti lo avrebbero ancora lì. Per quanto riguarda l’indipendenza, faccia chiarezza e modifichi l’art. 1 dello Statuto leghista che la prevede. Pensi a casa sua anziché di occuparsi, e male, degli altri. Comunque, proprio per evitare che le figuracce inficino il ruolo di sindaco della città, quando vorrà capire come funzionano le primarie siamo a disposizione."

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