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Prima Verona: «Riforestare gli svincoli e piantare 100 mila nuovi alberi in città»

Il movimento guidato da Michele Croce, che corre per il posto di sindaco nel capoluogo scaligero alle elezioni del 2022, lancia la sua proposta "green"

Transizione ecologica e ambiente sono alcuni dei temi al centro della corsa a Palazzo Barbieri. Sebbene infatti non ci sia ancora la data ufficiale per le elezioni comunali del 2022, che si svolgeranno anche a Verona, i vari candidati hanno già iniziato a far sentire le proprie idee. 
La proposta negli ambiti prima citati arriva da Prima Verona, il movimento guidato dall'ex presidente di Agsm, Michele Croce, che lancia l'idea della riforestazione degli svincoli cittadini

«Quando si parla di transizione ecologica spesso si ammantano i propri discorsi con parole vaghe e idee confuse, mentre invece questa si realizza solo con gesti concreti. Per questo abbiamo studiato con dei professionisti del settore azioni incisive ed attuabili per contrastare il cambiamento climatico, migliorare la qualità dell'aria e allo stesso tempo creare occasioni di sviluppo», ha detto Croce.

«Nel Comune di Verona ci sono due svincoli autostradali (Verona Nord e Verona Sud) e decine di svincoli delle tangenziali - fa eco Francesco Bellini, imprenditore nel settore florovivaistico e responsabile dell’area Verde e Ambiente di Prima Verona -. L’idea è quindi quella di riforestare le aree incluse e adiacenti a questi enormi spazi, parliamo di migliaia di metri quadrati di zone brulle e abbandonate, al fine di incrementare il capitale naturale e piantare 100 mila nuovi alberi a Verona».

«Sarebbe anche una risposta ai tagli selvaggi e senza senso di alberi effettuati in questi anni dall'Amministrazione guidata da Sboarina, con la scusa di costruire un'opera - il Filobus - di cui oggi si ‘ammirano’ solo i cantieri abbandonati e i plinti che deturpano la nostra città.
Le aree ai margini di Verona diventerebbero così il biglietto da visita per chi arriva in città, che non si troverebbe più di fronte a grigi e anonimi svincoli - spiega Croce -, ma a vere e proprie isole verdi che potranno contribuire a migliorare la qualità dell'aria, mitigando gli effetti inquinanti dei veicoli in transito e rendendo anche più gradevole il paesaggio».

«Le nuove cinture verdi - ci tiene a sottolineare Bellini - contribuiranno infatti all'assorbimento delle emissioni di CO2 e alla riduzione dei PM10 in aree particolarmente esposte al traffico stradale».
«Il Comune di Milano lo sta già facendo - precisa Croce - e lo potrebbe fare anche il Comune di Verona con le società di gestione delle reti autostradali (delle quali il Comune è socio e/o rappresentato negli organi di governo) e stradali. Inoltre questa sarebbe un’ottima occasione per coinvolgere i soggetti privati, come già avviene per la piantumazione a verde delle rotonde stradali. È questo il momento di agire per fare la differenza».

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Francesco Bellini

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