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Il "Quadrilatero" visto dall'alto

Il "Quadrilatero" visto dall'alto

Hotel di lusso nel centro di Verona, prima circoscrizione boccia il progetto

Con l'astensione della Lega, la maggioranza dei consiglieri ha respinto il permesso a costruire nel complesso immobiliare che ospitava gli uffici dell'Unicredit, il quadrilatero tra le vie Garibaldi, Sant'Egidio, Emilei e San Mamaso

Il parlamentino della prima circoscrizione di Verona ha bocciato il permesso di costruire relativo al cosiddetto «Quadrilatero» ovvero l'isolato che ospitava gli uffici dell'Unicredit nel centro storico di Verona, tra le vie Garibaldi, Sant'Egidio, Emilei e San Mamaso. Il progetto di recupero presentato da Patrizia Immobiliare non è stato sostenuto dalla maggioranza del consiglio di circoscrizione, con la Lega che si è astenuta e con un risultato che quindi è stato di 5 voti contrari, 5 astenuti e 4 favorevoli.

La valorizzazione dell'immobile passa attraverso il restauro ed il cambio d'uso. Attualmente, infatti, il complesso ha come destinazione quella direzionale, ma la si vorrebbe trasformare in alberghiera per realizzare un hotel di lusso della catena Marriott International. «Questo è il primo problema - ha commentato il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Non si capisce come sia stato portato all'attenzione della circoscrizione un progetto che è in contrasto con le norme urbanistiche attuali, le quali vietano nel centro storico di Verona l'insediamento di nuove strutture alberghiere. Gli uffici comunali avrebbero dovuto restituire ai proponenti il progetto in quanto in contrasto con le normative esistenti. Provi un privato a presentare agli uffici edilizia privata del Comune di Verona un progetto che è in contrasto con le norme di legge e se lo vedrà restituire senza nessun approfondimento. Qui, invece, si fa esattamente il contrario, si valuta un progetto che deve ottenere la deroga del consiglio comunale per non essere contro la legge».

«Questa operazione è calata dall'alto e viene portata avanti con strumenti non partecipativi dell'urbanistica - ha concluso Bertucco - E spicca la profonda ambiguità del ruolo della Fondazione Cariverona. L'operazione è marchiata Cariverona quando fa comodo sfruttare il prestigio e l'autorevolezza della fondazione, ma nei documenti troviamo sempre e soltanto il nome della lussemburghese Patrizia Immobiliare dal momento che la Fondazione non può, per statuto, gestire questo tipo di operazioni immobiliari la cui è natura è evidentemente ed esclusivamente di tipo speculativo. I problemi del centro storico veronese si chiamano spopolamento; assenza di servizi; viabilità complicata; ed eccesso di strutture ricettive».

E la scarsa partecipazione della cittadinanza a questo progetto di valorizzazione è stata denunciata da Tommaso Ferrari e da Pietro Giovanni Trincanato, rispettivamente consigliere comunale e presidente del movimento civico Traguardi. «La bocciatura della prima circoscrizione è il frutto scontato e prevedibile di un modus administrandi arroccato e opaco, che sbandiera proclami infarciti di termini alla moda come "partecipazione" e "rigenerazione", ma nella pratica non sa portare avanti una vera pianificazione urbanistica. Sono ormai due anni che invitiamo il Comune ad aprire un confronto con cittadini, operatori del settore turistico, residenti e professionisti sul destino dell'area, ma invano. I veronesi, però, di quel progetto che rischia di rendere invivibile una porzione delicata del nostro centro storico e di portare gravi squilibri in un settore turistico e alberghiero già in profonda crisi, non ne vogliono sapere. Speriamo che, dopo questa batosta, l'amministrazione si decida finalmente a coinvolgere i cittadini nelle scelte che determineranno il futuro della nostra città».

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