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Congresso delle Famiglie, Palazzo Chigi: «Da noi nessun patrocinio»

L'evento è in programma a fine marzo a Verona e vanta il patrocinio della Presidenza del Consiglio, che però in una nota precisa: «Si tratta di una iniziativa autonoma del ministro Lorenzo Fontana»

Una delle locandine dell'evento

Le prime polemiche era già iniziate a gennaio, a più di due mesi dai giorni dell'evento. Le attiviste veronesi di Non una di meno e l'associazione Circolo Pink che da sempre si batte per i diritti del mondo lgbt avevano già espresso contrarietà per il tredicesimo Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families), evento internazionale che quest'anno si tiene a Verona dal 29 a 31 marzo.
Sul sito ufficiale del congresso sono messi in bella mostra i patrocini istituzionali, come quello della Regione Veneto o della Provincia di Verona. Ma quello che sta facendo più discutere è quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
«Siamo alla follia - ha commentato Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali - La Presidenza del Consiglio dei Ministri patrocina un congresso che riunisce diverse sigle e fa capo all'associazione International organization families, in cui confluiscono estremisti di destra, estremisti cattolici, anti-abortisti, anti-divorzisti, anti-femministi, attivisti contro i diritti degli omosessuali. Il World Congress of Families individua come cause del declino della "famiglia tradizionale" il divorzio, l'omosessualità e il lavoro femminile».

Fratoianni ha annunciato un'interrogazione, ma è già stata diffusa da Palazzo Chigi una precisazione. «La Presidenza del Consiglio non ha mai ricevuto nessuna richiesta di patrocinio per il World Congress of Families, né quindi ha potuto mai concederlo - si legge nella nota - Si tratta di una iniziativa autonoma del ministro Lorenzo Fontana, attraverso procedure interne agli uffici e che non hanno coinvolto direttamente la Presidenza del Consiglio».

E prese di distanza dal congresso di Verona si notano anche all'interno della maggioranza e del governo. Quella più evidente è del sottosegretario 5 Stelle Stefano Buffagni, che su Facebook ha commentato: «C'è stato un tempo in cui le donne più emancipate e gli omosessuali venivano bruciati sui roghi. Pare qualcuno abbia nostalgia di quel periodo oscuro. Non io!».

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