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Crocefisso e Presepe nelle scuole pubbliche, la mozione del Centro Destra Veneto

Bassi (Centro Destra Veneto): “Approvata la nostra mozione: Zaia e la Giunta promuoveranno l’allestimento del Presepe nelle scuole e nei luoghi istituzionali”

Andrea Bassi promotore con Stefano Casali e Fabiano Barbisan della mozione approvata martedì in Consiglio regionale, chiedono alla Giunta e al presidente Zaia di attivarsi affinché promuovano e, di conseguenza finanzino, la realizzazione in tutte le scuole e in ogni sito istituzionali del Presepe natalizio. 

«A Greccio nell’imminenza della festa - spiega il consigliere di Centro Destra Veneto - nell’inverno del 1223 Francesco stabilì che fossero portati un bue e un asinello a fianco di un altare portatile collocato sulla mangiatoia dove fu celebrata l’Eucarestia: a quell’evento si fa risalire la tradizione del Presepe natalizio simbolo di pace e a quell’evento ci si è ispirati nei secoli per ricreare nell’intimità delle nostre case la nascita di Gesù Cristo. Il Presepe non è un simbolo esclusivamente religioso, afferente alla tradizione cristiana: fa parte della nostra storia, entra nella storia dell’arte come in quella della pietà popolare. Sintetizza i nostri valori e rappresenta la famiglia, la concordia e la maternità».

«Nessuno mette in dubbio la laicità dello Stato e delle Istituzioni. Ma a chi mi attacca - prosegue Bassi - asserendo che il Presepe rappresenta un simbolo religioso che potrebbe infastidire altre religioni e fedi rispondo che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il 18 marzo 2011, ha affermato il principio per cui il Crocefisso apposto in sedi pubbliche non ha nulla di coercitivo perché rappresenta un simbolo sinonimo di storia, cultura e tradizione. Se ciò vale, giustamente per il Crocefisso, perché non deve valere per il Presepe? Se c’è un simbolo che rappresenta la nostra cultura che si apre al mondo e dialoga con il mondo è proprio il Presepe e lo sappiamo bene noi a Verona dove la tradizionale esposizione all’Arena, da trentatré anni, richiama visitatori da ogni dove e nessuno si sente offeso».

«La scelta poi - conclude il consigliere - di puntare forte sulle scuole non è affatto casuale: in questi anni dove Crocefisso e Presepe, come anche canzoncine e recite natalizie, vengono occultati o peggio vietati dalle aule nel nome del multiculturalismo imperante, è fondamentale agire in controtendenza. La scuola è il luogo per eccellenza di educazione e formazione del futuro del nostro popolo: sarebbe decisivo che i ragazzi italiani, a contatto con questa multiculturalità sempre più presente nelle scuole e nei luoghi di svago, conoscano, capiscano e concorrano a preservare i valori che hanno contraddistinto la nostra nazione attraverso la tutela, il ricordo e la celebrazione delle festività. La negazione dei simboli della nostra cultura e del nostro passato, infatti, porterebbe all'indebolimento e, in un tempo molto più breve di quel che pensiamo, allo scardinamento di alcuni dei principi cardine su cui si fonda la nostra civiltà. Sta a noi decidere se assistervi inermi o provare a fermare questa assurda deriva».

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