Sanità, PD: «Regione taglia posti letti». Lanzarin: «Falso, li aumentiamo»

Botta, risposta e controreplica tra la consigliera regionale veronese Anna Maria Bigon e l'assessore regionale alla sanità e sociale del Veneto

Lanzarin e Bigon

Botta, risposta e controreplica tra la consigliera regionale veronese del Partito Democratico Anna Maria Bigon e l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin. L'argomento è la delibera 552 con cui la giunta regionale del Veneto adotta un piano di emergenza per i suoi ospedali ed attua le schede di dotazione di posti letto delle varie strutture approvate l'anno scorso. Proprio queste schede erano state oggetto di critica da parte del PD, che ora denuncia un «taglio di posti letto negli ospedali veneti» che «avrà effetti devastanti per la tenuta del sistema sanitario in provincia di Verona, dove rischiamo di perdere tutti gli ospedali di comunità non ancora attivati: Isola della Scala, Bussolengo, Caprino e Malcesine», come scrive Bigon.
«Da un lato si chiudono le lungodegenze, dall'altro non si aprono gli ospedali di comunità ma si fanno comunque convenzioni con le strutture private per posti letto aggiuntivi, come accaduto con il Pederzoli di Peschiera - prosegue la consigliera dem - E non verrà riaperto il punto di primo intervento a Bovolone per mancanza di personale».

L'assessore Lanzarin sembra quasi stupida da una polemica su un taglio di posti letto negli ospedali dovuto a una delibera che invece «aumenta i posti letto di terapia intensiva e sub intensiva, in conseguenza dell'emergenza coronavirus e per programmare una nuova risposta efficace nel caso dovesse ripresentarsi i virus», replica l'assessore regionale, che conclude: «La delibera è stata assunta dalla giunta regionale per dare concretizzazione alla volontà di rafforzare e stabilizzare la dotazione di letti ad alta specialità entro il 30 giugno. Quanto alla polemica sulle lungodegenze, che comunque non subiranno nessun taglio con la contestuale attivazione dei posti di ospedale di comunità, vorrei far presente al PD che le vite si salvano nelle terapie intensive e sub-intensive».

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Per Bigon, però, la risposta dell'assessore Lanzarin è assurda. «Si tagliano le lungodegenze - ha aggiunto Bigon - Gli ospedali di comunità? E dove sono? A Verona non sono stati attivati quelli previsti a Isola della Scala, Bussolengo, Caprino e Malcesine. Verranno attivati entro il 30 giugno? Di quale anno? Se non li hanno attivati sin d'ora accampando scuse, pensano di attivarli in due settimane? L'unica cosa certa è che hanno assegnati 24 posti alla Pederzoli che, senza togliere nulla a questa struttura, non erano previsti nelle schede sanitarie. A Verona oramai la sanità pubblica è smantellata per il 50% dei posti letto, per non parlare della medicina territoriale dove i medici in pensione devono ancora essere sostituiti. Vogliamo parlare delle liste d'attesa e degli accessi al pronto soccorso? Dopo il Covid la lista sarà ancora più lunga e, ad esempio, le vaccinazioni a Verona degli adulti devono ancora essere riprese. Aprano immediatamente gli ospedali di comunità promessi e non ancora attivati. E aprano immediatamente il punto di primo intervento a Bovolone».

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