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PD: "La cittadinanza onoraria a Poroshenko è una proposta controversa"

Polemiche dei consiglieri Michele Bertucco e Luigi Ugoli sul provvedimento deciso dal sindaco Tosi. E pare che slitti ancora il rientro delle opere trafugate da Castelvecchio, previsto per metà giugno

È polemica sulla cittadinanza onoraria che il sindaco di Verona Flavio Tosi vorrebbe donare al presidente ucraino Poroshenko e su cui oggi, 9 giugno, si deve esprimere il Consiglio comunale. I consiglieri del PD Michele Bertucco e Luigi Ugoli scrivono: "Il sindaco Tosi riesce nell'intento non facile di impedire che circostanze favorevoli diventino occasione per unire la città e le forze politiche. Sulle modalità di celebrare il ritorno delle opere trafugate da Castelvecchio, il Consiglio comunale di Verona aveva chiaramente espresso la volontà di venire coinvolto per decidere insieme alla giunta le iniziative più adatte da intraprendere. Il sindaco però si è fatto un baffo di tale richiesta avanzando una proposta di cittadinanza onoraria che lascia perplessi sotto molti punta di vista".

Problemi di metodo per i due consiglieri democratici: "La proposta è stata licenziata nell’ambito di una conferenza dei capigruppo convocata precipitosamente il 7 giugno grazie al contributo determinante della sorella del sindaco Barbara e del capogruppo della sua lista civica Piubello, ignorando le disponibilità degli altri capigruppo. La presenza alla riunione dello stesso sindaco Tosi, che ha relazionato sulle motivazioni del provvedimento, rappresenta una circostanza più unica che rara, almeno a memoria d’uomo. Tanta fretta trova giustificazione soltanto dalla volontà del sindaco di mettere un pezzo di carta in valigia per il suo prossimo viaggio in Ucraina".

Ma anche problemi di merito: "È assolutamente ingiustificabile che in tutto il testo della proposta - scrivono Bertucco e Ugoli - non venga mai menzionato e tanto meno elogiato il ruolo svolto dalle nostre forze dell’ordine nelle indagini per il ritrovamento dei quadri. Anche nella relazione del sindaco ai capigruppo, l’aggettivo decisivo si spreca in riferimento alla figura di Poroshenko. Tutta questa enfasi non trova però giustificazione nei riscontri oggettivi e appare quanto meno avventata rispetto ad una figura politica assai controversa tanto in patria quanto sulla scena internazionale. L'importanza di un riconoscimento come la cittadinanza onoraria dovrebbe essere valutato anche su basi di maggior conoscenza di colui che ne viene beneficiato. La mancanza o carenza di tali elementi non permette di giudicare pienamente la meritevolezza del soggetto. A meno che non si debba ritenere automatico attribuire il merito di un accadimento a chi è a capo di una organizzazione escludendo fin da principio la possibilità di una fortunata coincidenza".

Appare però scontato che il Consiglio comunale accordi la cittadinanza onoraria a Poroshenko. Lunedì, 13 giugno, Tosi volerà in ucraina per incontrarlo e decidere quando e come far tornare a Verona i quadri ritrovati. E come altro segno di riconoscimento i cittardini ucraini potranno entrare nei musei di Verona gratuitamente fino alla fine del 2016. Mentre le opere ritrovate, una volta rientrate a casa, saranno esposte gratuitamente per un mese, quando però ancora non si sa. Si sperava che potessero tornare a metà giugno, una volta terminata la mostra di Kiev in cui erano esposte, ma la mostra non è ancora cominciata. Probabile dunque che il rientro sia posticipato, ma non di molto.

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