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Crisi della Lirica, la Lega Nord: "Immediate dimissioni dell'attuale presidente"

Il segretario provinciale della Lega Nord Paolo Paternoster è intervenuto duramente circa l'attuale situazione drammatica che sta vivendo attualmente la Fondazione Arena di Verona

In un clima tutt'altro che felice in questi giorni di dimissioni illustri, scioperi e spettacoli che saltano, arriva un pesante attacco nei confronti di Fondazione Arena e dei suoi vertici, mosso dalle file della Lega Nord, nella fattispecie da parte del suo segretario provinciale Paolo Paternoster. Quest'utimo nell'ambito di una nota stampa piuttosto severa ha voluto chiarie tutte le responsabilità e le mancanze da parte di chi in questi anni ha amministrato la Fondazione Arena di Verona, causando una situazione che definire critica è quasi un eufemismo:

"Si sa: la Fondazione Arena di Verona versa da molti anni in condizioni economiche precarie. Tutto vero: calo progressivo del contributo statale (Fus) e dei finanziamenti da parte di soci privati e istituzionali, progressiva diminuzione delle sponsorizzazioni da parte delle aziende private a causa di continui tagli di budget per la crisi internazionale. La Fondazione Arena rispetto alle altre fondazioni italiane aveva storicamente una dei migliori indici di bilancio: il rapporto tra gli introiti da biglietteria e quelli da contributi statali è sempre stato tra i migliori a livello nazionale; anche di questo bisogna darne atto.

Altri dati certi sono che l'attuale amministrazione della Fondazione Arena ha preso in eredità dal precedente sovrintendente una situazione debitoria di circa 13 milioni di euro ma dopo 7 anni di mandato la stessa è sprofondata fino ad arrivare a circa 30 milioni di passivo. L'attuale Sovrintendenza ha quindi delle precise e pesanti responsabilità: durante l'attuale mandato di Girondini, lo stesso non ha avuto la capacità di mettere mano a due problematiche fondamentali che hanno causato l'attuale devastante situazione, non solo economica, in cui versa la Fondazione Arena di Verona. Innanzitutto un contratto integrativo che si è rilevato sempre più oneroso e che doveva essere immediatamente oggetto di discussione e trattativa con le rappresentanze sindacali in modo da concertare costi e ricavi per salvaguardare posti di lavoro e capacità professionali che in Fondazione Arena non sono mai mancate.

Il secondo problema, fondamentale e che ha causato questa situazione negativa è l'assoluta mancanza di una qualsiasi strategia commerciale: da quanti anni l’ex Ente lirico non esporta il suo brand nei mercati internazionali? Da quanti anni la Fondazione non investe in modo adeguato su comunicazione e marketing per guadagnare percentuali di melomani che sicuramente sono interessati alla fantastica stagione lirica veronese? Sono molti anni che Fondazione Arena di Verona non effettua tournée all'estero, non si fa conoscere, non crea interesse in quei paesi che rappresentano mercati appetibili per il nostro anfiteatro; questa è una gravissima responsabilità dell'attuale Sovrintendenza in quanto tale mancanza ha provocato un progressivo e inesorabile calo di spettatori in Arena e quindi di presenze turistiche in città.

Arriviamo quindi ad una situazione grave e paradossale: da voci attendibili, sembra che il più grande anfiteatro del mondo non riesca nemmeno a pagare gli stipendi ai propri dipendenti; non parliamo poi dei fornitori che mediamente vengono pagati dopo oltre un anno. Non sono sufficienti gli sforzi economici del Comune di Verona e nemmeno il ricorso a generose e abbondanti sponsorizzazioni pluriennali di Agsm, la tassa di scopo palesata dal presidente di Fondazione Arena di Verona è una proposta insensata e soprattutto inutile in quanto servirebbe solo a posticipare un problema immenso e grave che si trascina purtroppo da anni.

Ogni intervento economico ha senso solo se accompagnato da un radicale cambio di gestione. Il ricorso quindi alla legge Bray è l'estrema ratio per risolvere una situazione oramai fuori controllo: la Lega Nord non è favorevole ad usare questa possibilità ma purtroppo vista la gravissima situazione non si vedono soluzioni alternative. Sicuramente ci saranno lacrime e sangue che dovranno pagare i dipendenti (molti dei quali perderanno il posto di lavoro), gli stessi dipendenti che senz'altro hanno la minore responsabilità del tracollo del teatro più bello e famoso del mondo. Se si dovesse ricorrere alla legge Bray per la Lega Nord una cosa è assolutamente necessaria: la Fondazione Arena di Verona non dovrà essere necessariamente commissariata (anche se ci sarebbero tutte le ragioni) ma, a fronte di pesanti sforzi e sacrifici che dovranno sopportare i dipendenti e fornitori, ci aspettiamo le immediate dimissioni dell'attuale presidente e del sovrintendente che in 7 anni di gestione non hanno saputo o voluto nemmeno cercare di raddrizzare una situazione che era evidente a tutti che sarebbe andata di male in peggio".

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