Legittima difesa. Dopo il Sì della Camera, se ne discute anche a Verona

Polemiche tra chi ritiene che la difesa è sempre legittima e chi ritiene equilibrate le modifiche approvate in un ramo del Parlamento

La Camera dei Deputati ha approvato ieri, 4 maggio, le modifiche alle leggi sulla legittima difesa. Le modifiche sono diverse, ma il punto su cui le polemiche si sono concentrate maggiormente, anche a livello locale, è quello in cui si parla di legittima difesa come "reazione ad un'aggressione compiuta in tempo di notte". Le opposizioni che hanno votato contro al provvedimento hanno insistito molto su questo dettaglio, che è quello che alimenta di più il dibattito.

Il presidente della Regione Luca Zaia è intervenuto con una serie di tweet tra ieri e oggi. "Ci si può difendere legittimamente ma solo di notte, altrimenti ci si ritrova imputati - ha scritto Zaia - Una follia. Non c'è altro da aggiungere". Lapidario anche il consigliere regionale e coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - A.N. Sergio Berlato. "La proposta, anziché offrire maggiori garanzie ai cittadini onesti, crea ancora più confusione. È necessario dare una risposta concreta ai fatti degli ultimi anni che vedono cittadini onesti vittime due volte, prima dei malviventi e poi di un sistema giudiziario che spesso non riesce a trovare un equilibrio tra chi commette un reato e coloro che cercano solo di difendersi. Il PD come al suo solito ha messo una toppa che è peggiore del buco".

Berlato ha usato una parola che viene ripetuta dai parlamentari PD e da chi ha votato a favore delle modifiche e che adesso le difende. Questa parola è equilibrio, ed è il principio perseguito dal Partito Democratico, come spiegato dal deputato veronese Diego Zardini, che non si concentra solo sul dettaglio del "tempo di notte", ma riporta il provvedimento nel suo complesso. "Si considera legittima difesa la reazione ad una aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all'introduzione nei locali privati con violenza, minaccia o inganno - è la specificazione di Zardini - Viene stabilito che la colpa di chi reagisce per autodifesa deve essere sempre esclusa quando l’errore è conseguenza del grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione. Naturalmente, il provvedimento prevede che debba esservi, in ogni caso, la valutazione del caso concreto da parte del giudice, ma se in un caso di legittima difesa il cittadino viene prosciolto o archiviato (e questo succede nel 90% dei casi), le spese legali saranno a carico dello Stato".

Non entra nel merito, ma fornisce soluzioni alternative e percorribili a livello locale, il candidato sindaco del M5S di Verona Alessandro Gennari, che propone investimenti in videosorveglianza, diffusa sul territorio e che preveda l’utilizzo, accanto alle telecamere fisse di unità mobili e ripristino dell'agente di quartiere per un più accurato controllo del territorio. "Le proposte confuse che stanno piovendo in questi giorni sulla legittima difesa sono figlie della generale incapacità ad affrontare il problema - ha dichiarato Gennari - Manca la certezza della pena, e di conseguenza i cittadini non sono incentivati a sporgere denuncia. Non dobbiamo mettere le persone nelle condizioni di avere un'arma per difendersi".

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