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Giorgio Almirante - immagine d'archvio

Giorgio Almirante - immagine d'archvio

Nuove polemiche per l'intitolazione a Verona di una via o piazza a Giorgio Almirante

Botta e risposta tra l'associazione "La città che sale" e l'assessore Daniele Polato

Nella giornata di ieri, mercoledì 1 luglio, l'associazione "La città che sale" è tornata su una vicenda che a Verona aveva già sollevato diverse polemiche: l'intitolazione di una via o piazza a Giorgio Almirante. All'interno di un comunicato, corredato di documenti, l'associazione evidenzia quello che definisce il «doppio autogoal» dell'amministrazione veronese. Riassumendo in estrema sintesi, da un lato non sarebbe stata adeguatamente indicata alla prefettura la via o piazza da intitolare ad Almirante, dall'altro, nella nota biografica dello stesso Almirante allegata dal Comune (tratta anche da Wikipedia a quanto si legge sul documento ufficiale), e che dovrebbe indicare i "meriti" dell'ex leader MSI per l'intitolazione della via o piazza, in realtà si leggerebbe pure della sua attività di redattore per la «rivista antisemita e razzista La difesa della razza».

Nota biografica (tratta da Wikipedia) di Almirante inviata dal Comune di Verona alla prefettura

Nota biografica (tratta da Wikipedia) di Almirante inviata dal Comune di Verona alla prefettura

In merito al comunicato dell'associazione "La città che sale" sulle presunte mancanze del Comune di Verona nei confronti delle richieste avanzate dalla prefettura circa l'intitolazione di una via o piazza a Giorgio Almirante, è intervenuto con una nota ufficiale l'assessore ai Servizi Demografici Daniele Polato: «Noto che ultimamente da parte di qualcuno c'è la corsa alla creazione di bufale. - dice l'assessore Polato - Si sputano sentenze, ignorando le più basilari regole istituzionali. La commissione toponomastica comunale, per regolamento, esamina le proposte di intitolazione e può farlo anche con carattere di genericità, cioè senza indicare la specifica strada ma solo per averne la disponibilità nel caso di nuove lottizzazioni. Nella seduta del 5 novembre scorso è successo così per tutte e 5 le nuove intitolazioni: Unione nazionale cavalieri d'Italia, 21 madri costituenti, Giorgio Almirante, mons Giuseppe Turrini e Renato Gozzi. Non c'è al momento la necessità di allocazione immediata per nessun nuovo toponimo. Quindi la mancata indicazione non è un "elemento fondamentale": prima stupidaggine sostenuta dall'associazione, perché succede spesso che non ci sia e non c'è stato nemmeno un escamotage per distogliere l'attenzione: seconda stupidaggine dell'associazione perché lo faremo quando servirà una nuova via».

Riguardo poi il supposto secondo «autogoal» menzionato dall'associazione "La città che sale", l'Ass. Daniele Polato ha così replicato: «Le biografie inviate in prefettura sono quelle di due fonti ufficiali che rispecchiano il dibattito della commissione, in cui io pur avendo diritto di voto ho scelto di non esercitarlo per evitare strumentalizzazioni politiche e che comunque si è conclusa con l'approvazione della proposta. I membri della commissione hanno evidenziato la storia politica dell'onorevole Almirante collocando nel preciso momento storico la sua adesione al fascismo ma ricordando anche il suo successivo impegno parlamentare per una destra impegnata nelle istituzioni democratiche. Almirante - ha dunque precisato l'Ass. Polato - è stato un uomo di Stato della Repubblica italiana. Nessuno vuole nascondere fatti storici documentati, ma capisco che è un esercizio difficile e che la disonestà della sinistra probabilmente impedisce di essere obiettivi. È più facile strumentalizzare, cosa che io non ho fatto in commissione anche se avrei convintamente approvato l'intitolazione a una figura democraticamente eletta e che ha dato prove di onestà intellettuale in tutte le sue stagioni politiche».  

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