Sì del consiglio comunale al piano di razionalizzazione delle partecipate

Ma per l'opposizione l'amministrazione comunale non sta facendo nulla per l'attuazione di questo documento che deve essere annualmente presentato. L'assise civica ha anche approvato il bilancio consuntivo 2018 di Agec

Daniele Polato, assessore alle partecipate, e il sindaco Federico Sboarina

Il consiglio comunale di Verona ha approvato con 20 voti favorevoli, 8 contrari e 4 astenuti, il piano di razionalizzazione delle società partecipate.

Il testo unico in materia di società a partecipazione pubblica - ha spiegato l'assessore alle aziende partecipate Daniele Polato - dispone che, annualmente, le stesse procedano ad effettuare un'analisi dell'assetto complessivo delle società in cui detengono partecipazioni dirette o indirette, predisponendo un piano di riassetto per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione.

Il piano riguarda 17 società partecipate del Comune di Verona, tra cui: Polo Fieristico Verona Fiere, controllata diretta dall’Ente comunale per l'85% e indiretta tramite Veronafiere Spa per il 15%; A4 Holding, su cui la Giunta ha deliberato lo scorso novembre la cessione delle quote comunali, pari al 4,648 per cento del totale; Gruppo Agsm, su cui è in fase di valutazione il programma di razionalizzazione delle partecipate indirette.

GLI INTERVENTI DEI CONSIGLIERI COMUNALI

Michele Bertucco, Verona e Sinistra in Comune: «È vero che si tratta di una delibera prevista dalla legge, ma non riguarda solo aspetti tecnici. L'amministrazione deve saper far valere le proprie indicazioni che non possono essere disattese in eterno dalle partecipate». Per Bertucco, il piano di razionalizzazione delle aziende partecipate dal Comune di Verona si chiude con un nulla di fatto perché il numero di aziende nelle quali il Comune detiene una quota di capitale fino al quarto livello resterebbe invariato. «Il più grande poltronificio d'Italia, secondo solo a Roma Capitale», lo ha definito il consigliere comunale d'opposizione.
Carla Padovani, gruppo misto: «Non è stato adempiuto del tutto a quanto predisposto con il piano di razionalizzazione dello scorso anno, le cui indicazioni si ritrovano anche nel 2019 senza l’adozione di sostanziali modifiche negli assetti societari delle partecipate comunali».
Federico Benini, Partito Democratico: «Lo scorso anno è stato approvato un ampio piano di razionalizzazione che non ha trovato alcuna effettiva efficacia nella sua attuazione. Sulle partecipate, infatti, non è stato fatto ancora nulla».
Mauro Bonato, Prima Verona: «Nella delibera ci sono posizioni contrastanti su quanto disposto dalla Legge. Pertanto non posso che esprimere voto contrario».
Tommaso Ferrari, Traguardi Verona: «Le partecipate sono ancora moltissime a Verona. Sembra che la loro razionalizzazione fatichi ad evolversi, in una sostanziale carenza di strategia da parte dell'amministrazione».
Marta Vanzetto, Movimento 5 stelle: «L'amministrazione fantasma continua a tradire le promesse elettorali e di mandato, rimanendo intrappolata nel progetto Agsm Holding Albania».

IL BILANCIO DI AGEC

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Successivamente, con 19 voti favorevoli, 4 contrari e 2 astenuti, il consiglio comunale ha approvato il bilancio consuntivo 2018 di Agec. L’attivo dello stato patrimoniale di Agec è pari a 144.872.566 euro, rappresentato prevalentemente dalle immobilizzazioni. I debiti sono complessivamente pari a 44.264.290 euro, di cui si evidenziano 31.327.281 euro per il mutuo residuo acceso per l’acquisizione delle 13 farmacie comunali, 6.199.972 euro per fornitori e 305.144 euro nei confronti del Comune di Verona.

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