Prime valutazione e prime critiche sul piano industriale di Agsm-Aim-A2A

L'aggregazione è stata sottoposta al vaglio dei sindaci di Verona e Vicenza e delle forze politiche che li sostengono. Ed il prossimo 20 maggio ci sarà un consiglio comunale straordinario

Agsm (Foto di repertorio)

È stato sottoposto ad una prima serie di valutazioni, il progetto industriale preliminare dell'aggregazione tra Agsm e Aim, con A2A nel ruolo di terzo partner. La fusione tra le due principali aziende partecipate di Verona e Vicenza è stata presentata ai sindaci Federico Sboarina e Francesco Rucco e in seguito alle forze politiche locali che li sostengono.
Il progetto non è stato ancora approvato dalle due aziende, che potrebbero accendere il loro semaforo verde tra un mese. L'estate potrebbe portare alla definizione del progetto finale che nel prossimo autunno dovrebbe passare al vaglio dei consigli comunali.

Ciò che appare chiaro è che il lavoro tecnico tra Agsm, Aim e A2A sia terminato e che la palla sia ora passata alla politica che dovrà discutere e infine votare una proposta veramente storica, perché capace di incidere sul presente e sul futuro della città di Verona. Ed il primo momento di confronto per la politica locale veronese dovrebbe tenersi mercoledì prossimo, 20 maggio, quando si terrà il consiglio comunale straordinario richiesto dalle minoranze.

Minoranze che continuano ad esprimere critiche soprattutto sul partner industriale di tutta l'operazione. A2A è un'azienda enorme se la si paragona ad Agsm e ad Aim e la paura è che le due partecipate venete finiscano per essere fagocitate dal colosso lombardo. L'ex sindaco di Verona Flavio Tosi ritiene non vero il fatto che ci sia solo un progetto preliminare. Per Tosi esiste «già un piano industriale bello e pronto e Sboarina ha fatto tutto da solo, senza coinvolgere la città che ne uscirà danneggiata da questa aggregazione». Tosi è anche scettico sulla promessa verifica sulla infungibilità dell'operazione, ovvero sul fatto che la partnership con A2A sia così vantaggiosa che non ci sia bisogno di una gara pubblica per misurarla con altre proposte avanzate da altre aziende del settore che pure si erano fatte avanti. «Sboarina ha sempre dichiarato che non esistono alternative all'aggregazione con A2A - prosegue Tosi - Si è scelta questa sola strada per motivi o interessi che non sono dati a sapere. A2A schiaccerebbe Agsm con preoccupanti conseguenze per i dipendenti, l'indotto, le imprese e le associazioni no profit del territorio. È come regalare un polmone. Svendersi ad A2A è suicidio politico ed economico per Verona, e Sboarina prova a distrarre e sviare i veronesi con le sue bugie».

Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco ha l'impressione che «la conquista del Veneto Occidentale da parte dei lombardi non solo è già iniziata, ma è anche in fase avanzata. Le maggioranze di Sboarina e di Rucco sono spaccate, tanto che prevedono un consistente slittamento dei tempi, forse ad ottobre. E il sindaco non ha nulla da dire neanche sull'ipotesi di parità di consiglieri tra Verona e Vicenza all'interno del nuovo consiglio di amministrazione? Queste non sono le condizioni dalle quali possa scaturire un buon posizionamento di mercato, sono le condizioni di una resa politica».

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E Tommaso Ferrari, consigliere di Traguardi, chiosa: «Più l'operazione procede e maggiore è la sensazione che Verona, come territorio, ci guadagni poco, troppo poco. Soprattutto su due nodi strategici: rifiuti ed energie rinnovabili. Il punto, per noi, non è con chi ci si aggrega ma come lo si fa: non importa se sia Milano, Bologna o Trento, ma quali sono i progetti a lungo termine che il Comune vuole dare all'azienda. E invece ci troviamo di fronte all'annuncio di un accordo sostanzialmente giù chiuso, con tanti spot e poche risposte alle domande più urgenti».

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