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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica Centro storico / Via Giuseppe Garibaldi

Piano Folin, scontro Comune-Cariverona. Bertucco: «Ci si apra alla città»

Due ombre sul progetto di riconversione degli ex palazzi Unicredit di via Garibaldi: quello della speculazione immobiliare, ma anche le frizioni sul rinnovo dei vertici della fondazione

Poco più di un anno era stato definito benevolmente un «masterplan che vuole ricentralizzare il centro storico» e adesso rischia di essere un'operazione di speculazione immobiliare, come espresso dal consigliere comunale di minoranza Michele Bertucco. È il Piano Folin, un progetto che prende il nome dall'architetto Marino Folin e che è diventato motivo di scontro tra Comune di Verona e Fondazione Cariverona.

Sostanzialmente il Piano Folin non è altro che una serie di interventi connessi tra loro in diversi punti della città di Verona: Palazzo Forti, il Monte di Pietà, Palazzo del Capitanio, Castel San Pietro e gli ex palazzi Unicredit di via Garibaldi e via Rosa. Cariverona è proprietaria degli ex palazzi Unicredit e vorrebbe riconvertirli in attività turistico-ricettive che poi sarebbero portate avanti da imprenditori privati. Per farlo ha bisogno di un cambio di destinazione d'uso da parte del Comune di Verona, il quale però ancora non ha assecondato le richieste della fondazione. E il motivo è stato espresso dal sindaco di Verona Federico Sboarina il quale vorrebbe che fosse chiaro l'intento del Piano Folin, un intento che non deve essere speculativo, ma di rigenerazione urbana.

L'intervento del sindaco è arrivato, però, dopo giorni di frizioni tra Comune e Fondazione Cariverona, con l'amministrazione comunale che si è sentita poco partecipe nel rinnovo dei vertici della fondazione. Proprio per questo, il consigliere Michele Bertucco ritiene poco credibile la presa di posizione di Sboarina. «Se il sindaco parla soltanto oggi significa che la sua amministrazione parla perché non è stata accontentata in fase di nomine del Consiglio di Indirizzo di Cariverona, dove effettivamente non siede nessun rappresentante del Comune - ha commentato Bertucco - In questa maniera Sboarina strumentalizza anche le categorie sociali che si sono schierate col Comune per una battaglia giusta ma dal doppio fine. Un doppio fine che ha poco a che vedere col benessere della città quanto più con quello dei partiti che reclamano il diritto di lottizzare tutto».
Ma per Bertucco, anche i vertici di Cariverona hanno delle responsabilità. «La loro posizione è debolissima tanto più che nessuno di loro può vantare di essere al suo posto per meriti conquistati sul campo quanto, piuttosto, per logiche politiche e dinastiche - ha dichiarato il consigliere di Verona e Sinistra in Comune - Questa estrema debolezza ha già prodotto il fallimento del progetto di Polo Culturale ai Magazzini Generali, che da area di rigenerazione urbana è stato ridotto a semplice centro direzionale privato. Questo primo errore ha posto le premesse per la liberazione degli spazi nel quadrilatero ex Unicredit che ora rischiano di produrre un secondo grave danno allo sviluppo della città. L’unico modo per uscire da questa situazione di stallo è di aprire la discussione sul Piano Folin al confronto con la città, coinvolgendo tutte le forze politiche, i residenti, le associazioni di categoria e i comitati al fine di definire cosa sia davvero necessario per garantire un futuro di vivibilità al centro storico di Verona».

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