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Pfas. La contaminazione allarma i medici veterinari. M5S: "Zaia assente"

Per il sindacato veneto dei veterinari pubblici la Regione gioca allo scaricabarile. I consiglieri regionali pentastellati attaccano il presidente della Regione: "Non prende posizione su una situazione gravissima"

La pubblicazione del verbale della Commissione tecnica regionale sul rischio Pfas allarma il Sivemp, sindacato dei veterinari pubblici, che segue con attenzione la vicenda dal maggio 2013 e cioè da quando il Ministero della Salute informò la Regione Veneto sulla presenza di sostanze perfluoralchiliche in concentrazioni definite preoccupanti in punti di erogazione pubblici e privati di acqua in numerosi comuni veneti delle province di Verona, Vicenza e Padova. Per il Sivemp: "In un clima di improvvisazione assistiamo a rimpalli di responsabilità anche da parte di chi, in prima persona, è stato appositamente incaricato di coordinare la gestione di questa emergenza".

"Stupisce - si legge in una nota del sindacato - che a distanza di tanto tempo la coordinatrice della commissione tecnica regionale Pfas sembri non conoscerne le caratteristiche tecniche e gli esiti. Tanto più che i servizi veterinari e i Sian delle Ulss hanno eseguito quei campionamenti nei tempi e con le modalità stabilite dalle disposizioni impartite proprio della coordinatrice della commissione. Appare quantomeno singolare che il tavolo tecnico regionale, a cui si riferisce il verbale, non abbia trattato degli esiti del biomonitoraggio disposto per rilevare la concentrazione di Pfas nel sangue della popolazione residente nelle zone esposte. Analisi di grande rilevanza che hanno coinvolto 600 persone di 14 comuni. I risultati di quello studio, nonostante le richieste di alcuni amministratori pubblici di prenderne visione, sono a tutt’oggi secretati".

I veterinari pubblici del Veneto hanno infine respinto le insinuazioni sulle presunte inadempienze da parte dei servizi dei Dipartimenti di prevenzione delle Ulss del Veneto e non accettano "il gioco allo scaricabarile che emerge dal verbale". 

Come il Sivemp, anche il M5S veneto ha seguito da vicino la vicenda Pfas e sono stati proprio i grillini a diffondere il verbale della Commissione. Per il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Jacopo Berti: "Siamo di fronte alla Chernobyl veneta, stiamo parlando di una catastrofe immane, stiamo parlando di acqua avvelenata e potenzialmente mortale e stiamo parlando di 400mila veneti a rischio. Gli esperti dichiarano che la situazione è ormai fuori controllo, ma Zaia dov'è? Il governatore è scomparso e pensa alle sue inaugurazioni invece di prendere posizione su una situazione gravissima".

Al Sivemp ha risposto il consigliere regionale Manuel Brusco, sempre del M5S: "Capisco lo sconcerto del Sivemp, e nessuno di noi attacca la categoria dei veterinari. Il M5S dà responsabilità ai singoli, che come spesso capita nella politica di solito sono i vertici. Ci rincuora apprendere che il Sivemp sia consapevole dell'entità dell'emergenza e si unisca alla nostra richiesta di chiarezza e trasparenza. Se il sindacato dei veterinari ha documenti e analisi che non sono stati presi in possesso o in considerazione dalle istituzioni presenti a quel tavolo - è l’invito di Brusco - e che potrebbero aiutare tutti a fare luce sulle pesanti ombre che aleggiano sulla questione, lo invitiamo calorosamente a fornirli a noi. Come abbiamo dimostrato, sarebbero in buone mani e tutti i cittadini verrebbero a conoscenza delle informazioni in essi contenuti".

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