Affitti aumentati nelle case popolari, PD: «Colpite più di 4mila famiglie»

La battaglia del Partito Democratico contro la riforma dell'edilizia residenziale pubblica approvata dalla Regione è proseguita con una petizione popolare

Case popolari (Foto di repertorio)

Dopo la presa di posizione pubblica, le iniziative con i sindacati dei lavoratori e dei pensionati, le mozioni presentate in consiglio regionale e in tanti consigli comunali veronesi e veneti, il Partito Democratico ha continuato la sua campagna per la sospensione e la correzione della nuova legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica con una petizione popolare presentata alla Festa Regionale de L'Unità di Quinzano.

Il problema sollevato dal PD è scattato a fine giugno, toccando le famiglie veronesi che risiedono nelle case popolari Ater e Agec. Da quando è diventata operativa la nuova legge regionale sulle case popolari, i canoni di affitto sono aumentati e, secondo un calcolo dei democratici, questi aumenti hanno raggiunto anche il 40% del reddito percepito da ogni singolo nucleo familiare.
Con l'introduzione dell'obbligo da parte degli inquilini di presentare il modello Isee certificato dall'Inps, ad esempio, anche un piccolo gruzzoletto accantonato per far fronte a futuri imprevisti incide sul calcolo dell'affitto. E così, la legge pare abbia ottenuto l'effetto opposto di quello sperato. La riforma era stata concepita per colpire quei "furbetti" che vivono in un alloggio popolare pur avendo una condizione economica più che dignitosa, ma di fatto ha penalizzato quegli inquilini che vivono in condizioni di difficoltà avendo però messo da parte in passato dei piccoli risparmi. Mentre i cosiddetti "furbetti" rischiano ancora di farla franca, intestando i propri averi a parenti o prestanome e risultando così indigenti agli occhi dello Stato e quindi meritevoli di una casa popolare con affitto basso.

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Gli aumenti di canone riguardano, nel Veronese, quasi il 60% dei destinatari di alloggi Ater: su un totale di 4.696 case popolari in concessione, ben 2.775 sono state infatti direttamente colpite dagli effetti della legge varata dal governatore Zaia e dalla Lega - hanno commentato le consigliere regionali del PD Anna Maria Bigon e Orietta Salemi, insieme alla consigliere comunale Elisa La Paglia - Ad essi vanno aggiunti altri 2.000 destinatari di alloggi Agec Verona, per un totale di 4.475 nuclei familiari colpiti in provincia di Verona. Se la legge non verrà sospesa, i destinatari di case popolari con reddito Isee Erp superiore a 20mila euro annui (per lo più anziani, nuclei familiari deboli e pensionati) decadranno dalla facoltà di detenere l'alloggio, vedendosi costretti ad acquistarlo a prezzo di mercato o ad abbandonare la loro casa.

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