Petizione online per riaprire il punto di primo intervento di Bovolone

Chiuso temporaneamente per l'emergenza Covid, la struttura è ancora ferma per carenza di personale. Manuel Brusco (M5S): «Questo è il risultato di disattenzione e di anni di mancanza di pianificazione»

L'ospedale di Bovolone

Riaprire il punto di primo intervento dell'ospedale di Bovolone. È questo l'appello pubblico lanciato dal consigliere comunale Michele Perrazzani. Un appello contenuto in una petizione, lanciata quattro giorni fa sulla piattaforma online Change.org, che ha superato le 600 firme. Una petizione con cui si chiede alle autorità comunali e regionali di intervenire subito affinché siano ripristinate al più presto le attività del presidio sanitario.

Il punto di primo intervento era stato temporaneamente chiuso durante la fase acuta dell'emergenza Covid-19, con la promessa che l'attività sarebbero riprese una volta terminata l'emergenza. La struttura risulta però ancora ferma per carenza di personale. «Non si capisce - si legge nella petizione - perché della carenza di personale ne subisca le conseguenze il punto di primo intervento di Bovolone, che coi suoi più di 14.000 accessi all'anno costituiva un servizio necessario ed apprezzato dai cittadini della Bassa veronese, negli ultimi anni già penalizzati dalla chiusura degli altri punti e reparti di degenza di Zevio, Isola della Scala e Nogara».

E proprio nei giorni in cui la petizione online raccoglieva centinaia di sostenitori, il direttore dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi gioiva per un progetto che permetterà l'acquisto di attrezzature per centinaia di migliaia di euro in favore dell'ospedale Mater Salutis di Legnago.

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«Si chiama gettare fumo negli occhi - commenta il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco - Fondi raccolti per l'ospedale di Legnago, mentre altri presidi del territorio chiudono nel silenzio generale. Sarebbe questa la pianificazione della sanità pubblica? Sarebbe questo il servizio di prossimità da dare ai cittadini? No e dietro c'è la malafede: lo prova il castello di bugie messo in piedi per poter di fatto cancellare, senza alcun reale motivo il punto di primo intervento di Bovolone. Era stato chiuso provvisoriamente durante l'emergenza Covid. La sua riapertura era stata poi assicurata dopo un mese, slittata a maggio, poi a giugno. Ora rimandata a data da destinarsi, per carenza di personale. La carenza di personale, non è un incidente, un fatto accaduto all'improvviso, una sorpresa, ma il risultato di disattenzione e mancanza di pianificazione di anni. Basta raccontare bugie ai cittadini. Nella Bassa Veronese la sanità paga, bene che vada, un'incapacità di gestione, nel peggiore dei caso logiche politiche che nulla hanno a che vedere con la salute pubblica».

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