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Il Pd veronese traccia la linea per il 2017: moderati, ma nessun asse con Tosi

Moderati, ma non troppo, alternativi, ma guardando verso il centro, rinunciando sul piano locale all'asse con Tosi che vige a livello parlamentare tra Renzi e il leader di "Fare!". La linea del Partito Democratico scaligero è tracciata, ma seguirla è impresa ardua

Un Partito Democratico alternativo sia al centro destra della Lega Nord, sia al movimento Fare! del sindaco uscente Tosi, sia infine al "qualunquismo" del M5S, con una capacità di apertura verso il centro e l'elettorato moderato veronese. È all'incirca questa la linea tracciata in vista delle prossime elezioni comunali previste nel 2017, da parte del segretario provinciale del Pd Alessio Albertini.

Un profilo che dunque sembra voler rigettare quell'accordo tra Tosi e il Pd che ogni giorno si manifesta sempre più solido all'interno del Parlamento italiano, ma contemporaneamente non vuole nemmeno cedere all'antitosismo senza quartiere, dimenticando e facendo dimenticare agli elettori che insieme a Flavio Tosi negli ultimi 10 anni di amministrazione della città, un ruolo preponderante l'hanno avuto proprio esponenti della Lega e di Forza Italia che oggi si presentano come distanti anni luce dal primo cittadino scaligero.

All'assemblea provinciale del Pd era presente anche il braccio destro di Renzi Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il quale ha auspicato che le amministrative di Verona del 2017 possano rivelarsi una "bella sorpresa" per il suo partito, aggiungendo che l'ipotesi di un terzo mandato da parte di Tosi a capo della città, nonostante il buon rapporto con Renzi, non è all'ordine del giorno del Governo.

Di certo c'è soltanto che la situazione scaligera, se letta in controluce ai movimenti parlamentari, si presenta tutt'altro che cristallina. Il Partito Democratico è diviso a livello nazionale in modo sempre più evidente, ma lo stesso Pd locale presenta non poche questioni irrisolte. La corrente guidata da Bertucco, maggioritaria negli ultimi anni, all'insegna dell'opposizione a Tosi costi quel che costi, non può che stridere rispetto alla linea mantenuta dal Governo nei confronti del leader di "Fare!", così importante in Parlamento con i suoi esponenti al Senato dove i numeri contano molto per la maggioranza. Una linea quest'ultima incarnata benissimo dalla deputata renziana Alessia Rotta e dal consigliere regionale e segretario cittadino del partito Orietta Salemi.

Chi si dice particolarmente dubbioso in merito a tutto ciò è Mattia Fantinati del Movimento 5 Stelle, il quale infatti ha commentato così le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, in riferimento anche alla bocciatura della sfiducia al Governo ottenuta grazie all'appoggio, tra gli altri, proprio dei Tosiani: “Quanto successo è paradossale” ha commentato l’On. Mattia Fantinati “È stata bocciata la sfiducia al Governo con l’appoggio dei verdiniani di Ala, SVP – Autonomie e da parte di alcuni senatori del Gruppo Misto, compresi quelli del gruppo Fare!. Ora sappiamo tutti che il fondatore, lo scorso luglio, di questo nuovo progetto politico sia l’attuale Sindaco Tosi. Tosi che abbiamo visto nelle ultime settimane andare diverse volte a Roma nonché a ricevere il Premier Renzi per l’appuntamento di Vinitaly. Come mai questa vicinanza? Il braccio destro di Renzi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, a Verona ieri per questioni interne al PD, ai giornalisti ha precisato subito: «non è all’ordine del giorno, non è nell’agenda di questo governo, che ha ben altre cose di cui occuparsi. L’asse governo-Tosi rientra nella normalità di un rapporto istituzionale, la strada per futuri sviluppi politici è diversa e anche un po’ lunga». Perché questa fretta di precisare subito la non rilevanza della questione a poche ore dal voto di sfiducia? Dobbiamo pensare invece che a seguito di quanto avvenuto al Senato, stia per arrivare l’ok per un terzo mandato e quindi l’inizio della nuova campagna elettorale di Tosi?".

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