Verona senza ostello della gioventù. PD: "Troviamo altri luoghi idonei"

La Curia ha intenzione di vendere lo stabile e per i consiglieri comunali Luigi Ugoli ed Eugenio Bertolotti Verona non può restare senza "una struttura ricettiva specificamente rivolta al turismo giovanile"

La motivazione ufficiale non è legata ai problemi legati all'accoglienza dei richiedenti asilo, però è facile pensare che abbiano influito sulla decisione del vescovo di Verona Giuseppe Zenti che a fine anno non concederà più Villa Francescatti in comodato d'uso. Questo significherà la fine dell'ostello della gioventù, aperto nel 1975 e dal 2011 in parte destinato per l'accoglienza dei profughi. La motivazione ufficiale, appunto, è strettamente materiale: la Curia veronese ha infatti idea di vendere l'edificio per coprire i debiti e finanziare progetti di solidarietà.

Il Partito Democratico di Verona l'ha giudicata una brutta notizia, perché senza ostello della gioventù Verona perderà "una struttura ricettiva specificamente rivolta al turismo giovanile", hanno scritto i consiglieri comunali Luigi Ugoli ed Eugenio Bertolotti

"Seppure la dismissione da parte della Curia fosse annunciata da tempo - continuano i due consiglieri PD - Purtroppo questo tema non è mai stato portato all’ordine del giorno dall’amministrazione, evidenziando una volta di più i limiti di una politica urbanistica troppo schiacciata sulle richieste dei privati e poco attenta ai bisogni e allo sviluppo della città. Abbiamo appena passato in Variante 23 varie strutture turistiche e congressuali ma nessuna, anche per la loro locazione, con vocazione per il turismo di massa, per giovani e famiglie. Un ragionamento in tal senso potrebbe essere fatto su strutture previste di cohousing come il compendio ex Santa Marta o nella zona, sebbene più decentrata, dell'area ex cantine Pasqua. Un’altra ipotesi da cui partire potrebbe essere l'ex convento San Domenico lasciato libero dai vigili urbani. Oppure, ma i tempi si allungherebbero, si potrebbe inserire il nuovo ostello nella partita di trasferimento in aree decentrate dei complessi scolastici della zona di Ponte Pietra, verosimilmente nell’area dell’ex Scalo merci di Porta Nuova".

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