Stazione di Verona Porta Vescovo, PD: «Si ripristini la biglietteria»

Due esponenti locali del Partito Democratico, Federico Benini e Marco Burato, chiedono un potenziamento dello scalo ferroviario che potenzialmente potrebbe servire decine di migliaia di clienti

La stazione di Verona Porta Vescovo (Gmaps)

È nata nel 1847 ed è stata la prima stazione ferroviaria di Verona, costruita sull'asse tra Bologna e il Brennero. È la stazione di Porta Vescovo, attualmente utilizzata soprattutto come scalo per le merci, ma che secondo il Partito Democratico cittadino avrebbe delle potenzialità enormi per il trasporto dei cittadini.

Sono stati i due democratici Federico Benini e Marco Burato a fornire qualche dato delle Ferrovie dello Stato per chiedere un potenziamento della stazione ferroviaria di Porta Vescovo.

La biglietteria ferroviaria regionale più grande del Veneto si trova a Treviso e serve un bacino di 85.136 persone, ma il potenziale di Verona Porta Vescovo è pari, se non superiore a quello di Treviso - hanno dichiarato Benini e Burato -Sempre secondo i dati delle Ferrovie, Porta Vescovo è un punto di riferimento per un bacino di 80.695 persone, senza contare il polo universitario e altri notevoli attrattori, come la caserma Duca, solo in parte compresi nel dato complessivo.

Verona Porta Vescovo potrebbe infatti diventare la stazione ferroviare di riferimento per tutti coloro che vivono a Veronetta e nelle circoscrizioni sesta, settima e ottava. Decine di migliaia di potenziali clienti. Un peso specifico su cui il Comune di Verona potrebbe fare leva per ottenere maggiori servizi da parte di Ferrovie dello Stato per la stazione di Porta Vescovo. «Il primo servizio da ripristinare è quello della biglietteria, i cui locali a Porta Vescovo sono esistenti ma sono chiusi da ormai 20 anni - ha aggiunto i due esponenti locali del PD - Oltre a svolgere un servizio per l'utenza e creare una premessa per l'ulteriore sviluppo dello scalo, la biglietteria funzionerebbe anche da presidio di sicurezza in un'area urbana notoriamente sguarnita».

Ma le richieste del Partito Democratico si spingono anche oltre, andando a progettare una metropolitana urbana «che preveda il recupero di tratte e stazioni dismesse nonché l’integrazione tra ferro e gomma - concludono Benini e Burato - Occorre portare i bus fino davanti alla stazione di Porta Vescovo per raccogliere gli utenti del treno altrimenti costretti a lunghe scarpinate. Sul riordino viabilistico e la riduzione del traffico e dell'inquinamento si fanno tanti proclami quando le soluzioni spesso sono sotto ai nostri occhi».

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