Accattonaggio e profughi. PD: "Problemi affrontati male dal sindaco"

I consiglieri comunali Eugenio Bertolotti e Luigi Ugoli: "Le ordinanze, le multe e i sospetti di Tosi sono inutili. Serve un'amministrazione che affronti la realtà"

Tra le notizie che hanno fatto più scalpore a Verona in questo 2016 c'è anche l'ordinanza del sindaco Flavio Tosi per vietare di dare l'elemosina a chi chiedeva la carità. Ordinanza poi ripetuta nel periodo estivo. Con quali esiti? A chiederlo direttamente al primo cittadino è stato il consigliere comunale PD Eugenio Bertolotti. I risultati dell'ordinanza sono stati "6 violazioni accertate di cui 3 già oblate e numero di accattoni diminuito di alcune unità tra il centro e i principali incroci - riferiscono il consigliere Bertolotti e il capogruppo PD Luigi Ugoli - Questo a fronte di controlli serrati da parte della Polizia Municipale eseguiti anche da pattuglie in borghese che costringono i questuanti a continui e ripetuti spostamenti nel tentativo sempre più difficile di intercettare i turisti".

"Giusta l'attività per cercare di contrastare un racket che sfrutta la povertà ma su cui l'ordinanza contro chi fa l'elemosina ha dimostrato la sua sostanziale inutilità - commentano i due esponenti del PD - In compenso, l’iniziativa ha ridonato smalto, con pochissima spesa in termini di energie personali, al mito del sindaco sceriffo che per Tosi pareva appannarsi. Lo stesso effetto cercato con l’ultima uscita sulle organizzazioni impiegate nell’accoglienza dei profughi richiedenti asilo che secondo il sindaco non si comporterebbero bene".

Bertolotti e Ugoli si riferiscono alla segnalazione fatta da Flavio Tosi alla prefettura di un non precisato soggetto privato, incaricato di gestire un gruppo di rifugiati, e che costringe i soggetti ospitati ad uscire dalla struttura, facendoli rientrare solo per mangiare e per dormire. "Più volte abbiamo sottolineato la necessità di controlli, verifiche, confronto continuo delle amministrazioni con le associazioni e cooperative che gestiscono l'accoglienza, per non lasciare spazio a situazioni di sfruttamento - commentano i due consiglieri comunali PD - Crediamo opportuno inoltre focalizzarsi sul principale problema legato alla gestione dell'accoglienza dei richiedenti asilo che sono i troppo lunghi tempi di attesa: molte delle persone prese di mira dal Sindaco sono a Verona da due anni e avranno la prima udienza per il diritto d’asilo solo nella seconda metà del 2017. Nel frattempo cosa gli facciamo fare?". 

"Dichiarare fuorilegge l'elemosina, così come alimentare i sospetti sul sistema dell'accoglienza è enormemente più facile e politicamente fruttuoso che affrontare i problemi con metodo - concludono Ugoli e Bertolotti - Noi però vorremmo un’amministrazione capace di affrontare la realtà per quella che è. Città come Milano o Bergamo, che stanno facendo la propria parte sull’accoglienza, battono i pugni sul tavolo per avere un piano nazionale a lungo termine che non lasci i profughi sulle spalle degli ancora troppo pochi comuni accoglienti e della Caritas".

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