Grezzanella, PD: «Fallimento delle pretese autonomiste della Lega»

Attacco politico sulla variante alla Strada Regionale 62, che dovrebbe alleggerire il traffico a Villafranca e Povegliano

(Foto di repertorio)

Il sindaco di Villafranca Roberto Dell'Oca e l'assessore regionale ai lavori pubblici Elisa De Berti hanno dichiarato che, dopo trent'anni di attesa, manca solo una firma per appaltare la variante alla Strada Regionale 62, la cosiddetta Grezzanella; un'opera utile in particolare per eliminare il traffico pesante da Villafranca e Povegliano. La firma è quella del Presidente del Consiglio sul decreto per la revisione delle reti stradali di interesse nazionale e regionale. Ma per il Partito Democratico non è esattamente così. «L'opera va inserita nelle pianificazioni Anas che saranno redatte anche sulla base delle priorità che conferirà la Regione Veneto - sostengono i democratici veronesi - Il processo, quindi, è stato solo avviato. E noi faremo la nostra parte e ci impegnamo affinché siano reperite le risorse necessarie».

Il PD scaligero, però, vuole sottolineare un dato politico legato alla Grezzanella. «È la prova del fallimento delle pretese autonomiste della Lega e del centrodestra - scrivono i dem - A circa vent'anni dalla "devoluzione" dei primi anni Duemila che vide trasferire alle Regioni, dietro una forte spinta autonomista, migliaia di chilometri di strade ex statali, dopo un nulla di fatto, senza vergogna ora fanno marcia indietro. Resta solo la propaganda. A ritornare sotto la responsabilità di Anas, quindi dello Stato, sono infatti ben 725 chilometri di strade, la gran parte di quelle ricevute tra il 1998 e il 2001. Il trasferimento comprende le varianti mai realizzate in anni di chiacchiere leghiste: oltre alla Grezzanella, anche la variante alla SR10 di Legnago, la variante alla SS12 di Isola della Scala, quella alla SR11 da Peschiera a Castelnuovo e le uscite della superstrada 434 Traspolesana rispetto alle quali la Regione non è stata in grado neanche di provvedere alla manutenzione. Tocca ora allo Stato assicurare al territorio veneto la manutenzione e lo sviluppo delle infrastrutture che la Regione non ha saputo garantire».

Il piano "Rientro strade", comprensivo sia delle strade sia delle risorse messe a disposizione dalle Regioni, fu predisposto verso la fine del 2016 dall'allora ministro alle infrastrutture Graziano Delrio con il preciso obiettivo riportare le strade allo Stato al fine di garantire la manutenzione, lo sviluppo e la continuità territoriale agli itinerari interregionali - proseguono i dem - L'iter ufficiale è iniziato nel giugno del 2017, ma nell'agosto dello stesso anno, nell'ambito dell'intesa sancita dalla Conferenza Stato-Regioni per la revisione delle reti, il Veneto non era rappresentato. Tale assenza ha pesato negativamente in quanto ci ha escluso dalla ripartizione del primo miliardo di investimento stanziato tramite Anas nel 2018. Le strade del Veneto e di altre Regioni sono state dunque riprese solo in un momento successivo. Ragion per cui il Parlamento ha fornito il suo parere positivo soltanto a luglio. Ma la procedura si è poi arenata nuovamente a seguito della crisi di governo fatta scoppiare dalla Lega. Ci ritroviamo così a novembre 2019 ad attendere la firma del decreto conclusivo da parte del Presidente del Consiglio.
Visto che il Piano di Delrio era conosciuto dal 2017 almeno, la Regione Veneto ha stanziato le risorse necessarie per le strade che adesso restituisce e che devono essere parimenti trasferite ad Anas? È assolutamente necessario sapere se ci siano presenti stanziamenti sulla variante in questione, ma temiamo che la Lega abbia fermato ogni investimento in vista del trasferimento delle strade ad Anas. Una vera beffa rispetto alle promesse che anche in questi ultimi tre anni sono state fatte.
Presenteremo in Consiglio regionale la proposta di conferire alla variante alla SR62 la massima priorità in modo tale da poter essere assunta da Anas ed agirà in Parlamento per i successivi finanziamenti.

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