PD su Fondazione Arena: "La dirigenza si assuma le sue responsabilità"

L'attuale crisi dell'ente per i consiglieri Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti ha delle responsabilità politiche e di management, che ancora non vengono ammesse

"Valutiamo positivamente, ed è effettivamente un bene, che i vertici della Fondazione Arena e i lavoratori con le organizzazioni sindacali abbiano ripreso il confronto, ma un confronto vero non può prescindere da una revisione critica degli errori del passato".

Intervengono così i consiglieri comunali del Partito Democratico di Verona Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti sulla vicenda Fondazione Arena, giunta ad un punto di svolta, anche se ancora non è ben chiara la direzione di questa svolta. Sarà mercoledì 10 e non martedì 9 febbraio il faccia a faccia tra sindacati e direzione. Se vogliono che sia pagato il contratto integrativo, i lavoratori devono cessare l'occupazione; questa l'offerta della direttrice Francesca Tartartotti e pare già che la Cisl sia intenzionata a trattare.

Come auspicato dal PD, si fa sempre più forte la volontà di dialogare tra le due parti, ma Bertucco e Bertolotti vogliono sottolineare anche "i macroscopici nodi irrisolti della gestione Girondini, come Arena Extra, una scatola misteriosa da aprire e analizzare, o il Museo Amo, con cui la Fondazione si è accollata un impegno finanziario che in origine era del Comune. Nessuno infatti crede - scrivono i due consiglieri - che la crisi che ha portato la Fondazione ad aderire alla legge Bray sia il risultato dell'integrativo dei musicisti. Un simile tentativo di spazzare sotto al tappeto le responsabilità della politica e del management l'abbiamo già visto all'opera con la crisi dell'aeroporto Catullo ma, come ciascuno può constatare, sta solo portando ad una perdita di centralità del sistema Verona e ad un futuro molto incerto".

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"I sacrifici prospettati soprattutto per la difesa del posto di lavoro - concludono Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti - devono venire accompagnati dalla certezza di un piano di rilancio dell'ente che dia fiducia e che sappia coinvolgere le forze economiche della città a difesa di un bene primario per Verona. Ma serve anche la certezza che vi sarà una chiara assunzione di responsabilità, con la conseguente decisione inevitabile di un passaggio di mano da parte della dirigenza. Dal sovrintendente e dal presidente di una delle più grandi fondazioni lirico sinfoniche ci aspettiamo trasparenza, visione strategica e capacità amministrativa, qualità che finora sono mancate".

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