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Test fine isolamento nelle farmacie? Pd: «Buona idea, ma era meglio avvisarle in tempo evitando annunci Facebook»

Coro polemico del gruppo Pd Veneto: «La prossima volta Zaia avvisi per tempo le farmacie, l’annuncite aggrava i problemi anziché risolverli». Regione Veneto replica: «Associazioni delle farmacie incontrate il 18 gennaio»

«Zaia avrebbe fatto meglio ad avvisare per tempo le farmacie evitando gli annunci su Facebook che non servono a risolvere i problemi ma, come in questo caso, ad aggravarli». È quanto dichiara Anna Maria Bigon, consigliera Pd vicepresidente della commissione Sanità a Palazzo Ferro Fini insieme ai colleghi Francesca Zottis, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e il capogruppo Giacomo Possamai, dopo la segnalazione delle associazioni di categoria in seguito alla "svolta" annunciata sabato scorso dal presidente della Regione.

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Anna Maria Bigon, consigliera Pd vicepresidente della commissione Sanità

«Prima di prendere decisioni del genere, bisognerebbe consultare e coinvolgere i diretti interessati per capire opportunità e criticità. - sottolineano gli stessi esponenti dem - Valutiamo positivamente la scelta di allargare alle farmacie la possibilità di effettuare i test antigenici di fine isolamento anche per decongestionare i centri tampone, però non si può improvvisare. È un’iniziativa che andava studiata in modo migliore, perché si tratta di un ulteriore carico di lavoro in un periodo già abbastanza complicato, visti gli oltre sei milioni di test effettuati in tre settimane. E ovviamente non c’è solo il Covid. Così, - si conclude la nota polemica a firma della consigliera Anna Maria Bigon e degli altri esponenti dem - anziché offrire un servizio più efficiente si genera altro caos, mettendo in difficoltà i farmacisti che non sanno cosa fare, scontentando gli utenti che telefonano e non ottengono risposte e non si risolve il problema delle code chilometriche ai centri tampone».

In merito alle polemiche sollevate riguardo alla comunicazione alle farmacie venete sulla possibilità di effettuare i test per la chiusura dell’isolamento, ventilando come visto un mancato avviso, la Regione Veneto ha precisato in una nota formale che «il 18 gennaio scorso la Direzione farmaci della Regione del Veneto ha incontrato i rappresentanti delle tre associazioni delle farmacie (Federfarma, Farmacie Unite, Assofarm) e ha raccolto le rispettive disponibilità ad ampliare la loro attività di testing anche nei confronti dei pazienti che chiudono l’isolamento e ai contatti scolastici, informandole che la Regione avrebbe finanziato con fondi propri tali prestazioni».

La stessa nota della Regione Veneto poi prosegue: «Rispetto alla possibilità di effettuare la chiusura dell’isolamento in farmacia, la Direzione ha altresì comunicato nella stessa riunione che si era in attesa di una risposta da parte del ministero, risposta che è arrivata positiva solo venerdì in tarda serata. Sabato mattina le associazioni sono state prontamente informate della importante novità per i cittadini, e il presidente ha pubblicamente ringraziato le farmacie - con messaggio vocale a loro diretto - per la loro disponibilità ad attivarsi prontamente alle nuove indicazioni».

Inoltre, conclude la nota della Regione Veneto, «nel fine settimana gli uffici regionali e Azienda Zero hanno lavorato per modificare la piattaforma che, già oggi lunedì 24 gennaio in mattinata, è stata adeguata alle nuove esigenze. Sempre in mattinata sono state diramate indicazioni precise da parte degli Uffici regionali sulle categorie di pazienti che potranno recarsi in farmacia ed eseguire gratuitamente i tamponi che prima dovevano pagare o eseguire soltanto nelle Aziende Sanitarie con lunghe attese».

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