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Bilancio di previsione di Verona, PD: "Tante promesse ma pochi fatti"

L'amministrazione guidata dal sindaco Federico Sboarina ha presentato il suo primo bilancio di previsione e dall'opposizione i consiglieri comunali del Partito Democratico ne mostrano i difetti

Un poco simpatico affresco del mare che separa il dire della campagna elettorale dal fare dell'amministrare concretamente la città.

Così il Partito Democratico di Verona ha descritto il primo bilancio di previsione presentato dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Sboarina. Un bilancio da 660 milioni di euro senza un aumento di tasse, "cosa ben diversa dalla riduzione promessa per tutta la durata della campagna elettorale", criticano il segretario comunale PD Luigi Ugoli e i consiglieri comunali Carla Padovani, Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani che citano, invece, i dati sull'indice di autonomia impositiva del Comune di Verona, passato dal 58% al 64%.

Al netto delle promesse, dobbiamo rilevare che anche la qualità e la composizione del bilancio non sono cambiate granché - dicono ancora gli esponenti democratici - Se non fosse per la maggior attenzione dedicata alla cultura, di cui volentieri rendiamo merito, siamo di fronte ad un bilancio fotocopia che avrebbe potuto essere scritto dalla terza amministrazione Tosi: zero euro sull'edilizia residenziale pubblica e sulla tutela del territorio e aumento delle spese della politica. Si fa un gran parlare di sicurezza ma la polizia locale sconterà un taglio di 600mila euro nei prossimi due anni. Idem per quanto riguarda la famiglia, i cui investimenti passano da 160mila euro a 50 mila euro. Non da ultimo, è stato un errore non concedere alle circoscrizioni più tempo per valutare il bilancio.

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