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Trasparenza e investimenti in Albania di Agsm, Michele Croce attaccato

Federico Benini del PD: «Agsm di Croce, un'isola indipendente da tutto e da tutti». Michele Bertucco: «Su Agsm Albania, scuse pretestuose. E sull'aggregazione con Aim l'ultima parola spetta al consiglio comunale»

Entro il 30 giugno 2019 Agsm e Aim si aggregheranno per creare una grande multiutility del Veneto, di cui potrebbe far parte anche Ascopiave. L'annuncio è stato dato dal presidente di Agsm Michele Croce, il quale continua ad essere bersaglio degli attacchi dell'opposizione veronese. «Sulle aggregazioni non tocca a Croce e nemmeno al sindaco Sboarina dire l'ultima parola, il socio unico di Agsm è il consiglio comunale e come tale deve essere informato tempestivamente sui contenuti di ogni progetto di alleanza - scrive Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune - Croce pertanto ci risparmi gli sproloqui e pensi piuttosto a mettere a disposizione dei consiglieri comunali le informazioni che gli vengono richieste».

È la mancanza di trasparenza ciò che a Croce viene imputato dalle opposizioni. Come, ad esempio, la risposta non pervenuta alla richiesta di accesso agli atti, fatta dal capogruppo del Partito Democratico Federico Benini e riguardante le spese sostenute da Agsm per festeggiare il 120esimo anniversario. «L'Agsm di Michele Croce si conferma essere un'isola indipendente da tutto e da tutti - riferisce Benini - Sono curioso di vedere che iniziative intenderà attivare l'assessore alla trasparenza Edi Maria Neri per tutelare il diritto di accesso agli atti dei consiglieri comunali dal comportamento del suo stesso capo politico. La trasparenza di Verona Pulita è così trasparente che le risposte non si vedono neanche».

Ma il consigliere Bertucco attacca Croce anche sul mancato scioglimento di Agsm Albania. Croce si difende dicendo di voler tutelare gli investimenti fatti dell'azienda in Albania. 

Giustificazioni pretestuose - le definisce Bertucco - Ci sono numerose e inequivocabili valutazioni da parte del Ministero delle Finanze che attestano l'incompatibilità della missione albanese con le finalità istituzionali del Comune di Verona. Oltretutto non esistono documenti che riscontrino l'asserita redditività delle imprese albanesi. Agsm avrebbe già tanto da lavorare a Verona, dove centinaia di lavoratori di Amia e Serit attendono di capire quale futuro potranno avere dopo il project Amia, stante anche i risultati assolutamente negativi riportati da Amia negli ultimi due esercizi. Agsm accampa mille scuse per non sciogliere le società che non rispondono ai criteri della Legge Madia.

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