Ospedale di Malcesine ai privati? Pasetto: «La Lega smantella la sanità»

Il coordinatore di +Europa Verona cita dati desumibili dalla documentazione regionale, secondo cui la privatizzazione della sanità pubblica in Veneto è raddoppiata negli anni in cui Zaia ha governato

Ospedale di Malcesine

«Pezzo dopo pezzo la Lega smantellerà la sanità pubblica del Veneto a favore di quella privata, anzi della privata convenzionata. Lo fa ormai da anni».

Il coordinatore di +Europa Verona Giorgio Pasetto esprime il suo parere contrario su quanto ventilato intorno all'ospedale di Malcesine dal consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi. Secondo Valdegamberi, ci sarebbero infatti dei soggetti, che operano nella sanità privata accreditata, pronti ad investire nel nosocomio gardesano. L'ipotesi, comunque, non sarebbe praticabile prima delle elezioni regionali, ma per Valdegamberi potrebbe essere un'ottima occasione per rilanciare la struttura. 

Una prima critica allo scenario anticipato da Valdegamberi, è stata resa nota dalla consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, la quale ha chiesto di «non lasciare campo libero ai privati». Ma per Giorgio Pasetto il «lasciare campo libero ai privati» è stato il tratto distintivo della politica sanitaria della giunta presieduta da Luca Zaia. «La Lega sta portando avanti con sistematicità questa politica sotto gli occhi di tutti», ha detto Pasetto, forte di alcuni dati desumibili dalla documentazione regionale, secondo cui la privatizzazione della sanità pubblica in Veneto è raddoppiata negli anni in cui Zaia ha governato, arrivando al 28% per l'attività specialistica ambulatoriale e al 24% per l'attività di ricovero.
«Un modo di gestire gli investimenti per la sanità che ha portato a massimizzare gli utili a favore dei privati convenzionati, mentre i costi rimangono a carico dello Stato e quindi dei cittadini - ha aggiunto +Europa Veneto - La politica sanitaria di Zaia non ha realizzato una vera privatizzazione secondo le "leggi di mercato". Ha, invece, creato un sistema ibrido a netto favore delle strutture private convenzionate, difatto un investitore privato ma con un rischio di impresa quasi inesistente, poiché garantito dai super rimborsi pubblici da parte della Regione».

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