Parco della Lessinia, Luca Zaia: «Con i nuovi confini sarà più grande»

Dopo la camminata di protesta contro la riforma del parco veronese, si chiede di aprire un serio dibattito sull'argomento. Ma il presidente regionale, dopo aver preso tempo, comincia a difendere la proposta

Alta Lessinia (Foto di repertorio)

Avranno pure ottenuto un primo risultato, ma l'obiettivo principale non è stato ancora raggiunto. I manifestanti che domenica scorsa, 26 gennaio, hanno camminato contro la proposta di modifica del Parco della Lessinia non possono ancora cantare vittoria, perché la proposta avanzata dai consiglieri regionali Stefano Valdegamberi, Enrico Corsi e Alessandro Montagnoli non è stata ritirata.
È vero, qualcosa è cambiato: prima il progetto di legge regionale che ridisegna i confini del parco regionale, riducendone l'area protetta, procedeva spedito, ora invece la Regione Veneto ha preso tempo e il retroscena che descrive il presidente regionale Luca Zaia infuriato per la gestione della vicenda è stato un altro segnale positivo per chi ha protestato domenica. Ma parlare di marcia indietro sembra prematuro, perché il progetto di legge non è stato ritirato. E il consigliere Valdegamberi non ha accennato alcun ripensamento. «Credo con questa legge possa aiutare il parco e non lo distrugga - ha scritto via social il consigliere regionale veronese - A distruggerlo saranno le ideologie ambientaliste, che porteranno alla fuga degli unici veri ambientalisti, gli allevatori e gli agricoltori. Il parco è equilibrio e mediazione, rispetto per chi vive sul territorio, non sopraffazione dei più contro i pochi».

Comunque, se prima la riforma dei confini del parco sembrava blindata, con la manifestazione di domenica si è almeno riaperto il dibattito. Un dibattito che il Partito Democratico vuole alimentare e a cui vuole partecipare. «Si apra un confronto sul Parco e sul suo sistema di gestione in modo da individuare azioni e soluzioni che permettano di trovare un equilibrio tra le esigenze di chi abita in Lessinia e di chi vuole vivere la Lessinia e il suo ambiente considerandolo un bene prezioso da tutelare - ha dichiarato la consigliera regionale veronese Orietta Salemi - Noi siamo a disposizione per lavorare con responsabilità per un patrimonio unico che è la nostra montagna veneta».
E una proposta simile giunge anche dal Movimento 5 Stelle Veneto. «Si faccia un vero tavolo di discussione, aperto non solo agli amministratori compiacenti, ma a tutti: opposizioni, associazioni ambientaliste, operatori del turismo - scrive Manuel Brusco - Un parco non è il giardino privato di pochi, ma un bene di tutti».

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Dal canto suo, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia prova ad essere rassicurante, senza però schierarsi contro la ridefinizione dei confini del Parco della Lessinia. «L'area protetta non sarà più piccola, ma con il nuovo perimetro potrebbe anzi risultare più vasta di qualche decina di ettari - ha detto Zaia ad Ansa - I nuovi rilievi geostazionari, alla base della proposta di legge, non quelli originari fatti su carta, dimostrano che il nuovo perimetro del parco previsto dalla norma non sarà minore dell'attuale, ma potrebbe risultare più vasto di qualche decina di ettari». Le argomentazioni usate da Zaia sono le stesse di chi sostiene la proposta di Valdegamberi, Corsi e Montagnoli. Un segnale poco positivo per gli oppositori al disegno di legge regionale.

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